La magica storia

Merlino sonnecchia – rettifico: fa finta di sonnecchiare – nella sua nuova passione: la scatola delle mele Pink Lady portato a casa dal supermercato. Mi serviva per contenere delle bomboniere da consegnare. Nemmeno il tempo di posarlo a terra e lui – zac! – con un balzello degno di Pino Dellasega, maestro maximo di nordic walking, aveva deciso che quello sarebbe stato il suo rifugio.

Strani i gatti.

Comunque la sua scelta non poteva essere migliore. Lo scatolone è capiente e lui ha tutto lo spazio per stendersi, rotolarsi, osservare senza essere visto e nascondersi. Come faccia a pensare di nascondersi lì dentro, poi, proprio non lo so.

Ripeto: strani i gatti eh?!

Merlino è cresciuto di un paio di chili, forse tre. È un giombo gatto. Il muso è sempre simpatico e ora nè lui nè io riusciamo a pensare a un giorno senza la sua quasi silenziosa compagnia. Dico quasi perché i suoi rumori/versi, dovuti alla conformazione del muso (vedi nasino schiacciato), per non parlare del “russamento” notturno, sono la colonna sonora di ogni giorno da quasi sei mesi a questa parte.

E se mi soffermo a pensare che, da brava figlia di un veterinario e cugina di veterinari, MAI ho avuto un animale domestico, mi stupisco della facilità con cui Merlino è arrivato e si è fatto strada nelle nostre vite. Nemmeno pensavamo di prendere un gatto (potete leggere già qualcosa su questa strana storia qui).

Aveva un canino non sceso e questo per alcuni era un problema se non un difetto. Diversi si erano detti pronti ad adottarlo per poi sparire nel nulla da un momento all’altro. Altri ancora avevano lasciato la caparra per assicurarsi la certezza di averlo tutto per loro e poi, così, di punto in bianco, si separano e lui, il peloso, ancora  non trova famiglia. Poi arriviamo noi, lui e io. Come Pollicino, seguiamo le briciole di pane: prima una foto inviatami dalla cugina veterinaria, poi un contatto su whatapp che ci dice che nessun micio è disponibile; infine, sempre la cugina veterinaria, ripropone ancora quella foto (una foto che conosciamo solo lui e io) e questa volta ci allega  un contatto su FB e, così, arriviamo a scoprire che lui, il peloso, era già stato adottato e che nel giro di ventiquattro ore sarebbe andato nella sua nuova casa. Pazienza, ci diciamo. Non era destino. Ma le ore passano e peloso non conosce nessuna casa nuova. Anzi: chi doveva andare a prenderlo non si è più presentato. E così riceviamo inaspettatamente l’invito ad andare a conoscerlo in quel di Bergamo.

Perché no? Cosa abbiamo da perdere? Ci diciamo. In fondo, abbiamo seguito tanti indizi in tre mesi che sarebbe da stupidi lasciar tutto sul più bello

Ma questo invito, accompagnato da altre foto mi scatena un’emozione, un dubbio e una domanda: vuoi vedere che è il micio della mostra di Gonzaga? Vuoi vedere che è quel micino che ha fatto di tutto per sporgersi dalla gabbietta e farsi accarezzare? Già… quella mostra felina a cui siamo andati solo per far passare a lui una un pomeriggio di svago senza pensieri tristi.

Ma lui, razionale, lo esclude in modo categorico. Eppure noto nei suoi occhi un guizzo di speranza.
Sogghigno… ne sono quasi certa. Manca la conferma.  E la conferma arriva. I riferimenti che avevamo coincidono. Lui sorride. Guarda il peloso. Lo prende in braccio. Lo coccola. E ripete: <<Non ci posso credere>>.

Ci viene mostrato il suo libretto. E lì, seppur seduta, ci viene un coccolone: Merlino è nato l’8 giugno. E, per chi mi conosce, sa quanto sia importante quella data. L’ 8 giugno: compleanno di mio fratello Marco. E lui, aggrappato all’ultima maceria di razionalità, prova a fare resistenza. Sì, perché forse mio fratello non è proprio nato l’8 di giugno  (ma vi rendete conto?!). La maceria si fa polvere e lui desiste: <<Va bene. A questo punto penso che Merlino ci abbia scelti>>.

Sappiate però che Merlino è qui e che ormai è un pezzo peloso di famiglia.

Mia mamma lo scruta, lo osserva e ride perchè buffo. Ci parla – non lo tocca ma ci parla. E quando a febbraio sono stata male sia lei che mio padre sono rimasti affascinati nel vedere come Merlino, nel suo modo tutto felino, mi accudisse.

Sì, perchè lui è magico o, forse, più semplicemente è un gatto. Ma dire gatto è molto riduttivo.

Merlino è quello che ti viene a controllare se ti vede andare a letto prima del solito o ti vede sdraiarti spossato sul divano.  Ti posa una zampa sul viso e si avvicina per vedere se respiri. Controlla e ti si mette accanto. “Tutto ok? Posso star tranquillo? Se hai qualche problema ti proteggo io”.

Merlino è quello che alle sei di mattina ti viene a svegliare perchè ha fame. E per fortuna stiamo riuscendo a tararlo sulle sei. Prima erano le 3:30 o le 4. E se non ha fame è capace di svegliarti nel cuore della notte solo perchè vuole le coccole.

Merlino è quello che alle cinque del pomeriggio comincia a guardarti e ti lancia la sfida: “Facciamo che io corro un paio di volte per il corridoio. Poi tu mi prendi, mi fai le coccole e io mi rilasso”.

Merlino è quello che ci aspetta il sabato sera quando rincasiamo. Spunta dal corridoio con un sonno imbarazzante. Barcolla e si butta a terra per ricevere doppia dose di coccole.

Merlino ama sdraiarsi sul balcone e, quando, nelle giornate di sole, c’è il bucato, adora star fermo ad annusare il profumo dei panni appena lavati. Ama così tanto star fuori che, quando piove, devi stare attento ad aprire la porta. Ti può capitare di cercarlo ovunque senza avere alcun segno. Poi ti affacci e lo vedi zampettare felice in una piccola pozzanghera sotto il diluvio. E allora ti domandi: ma i gatti non odiano l’acqua?

Merlino ama salire e scendere le scale. E se lo fa di corsa è ancora più felice. Peccato che ogni tanto la sua zampa cada in fallo e allora ti capita di sentire un rumore  sordo come di palla di pelo che ruzzola giù. Lui ti guarda come per dire “Tutto a posto! Non mi sono fatto niente” e ti si fionda addosso per aver la coccola di rassicurazione.

Merlino è quel micio che – strano ma vero – non incasina i miei gomitoli. Tutti mi dicevano che mi avrebbe fatto dannare. E invece no: osserva, cerca di capire da dove vengono fuori fili colorati, si avvicina, tocca un paio di volte quel “mistero” e poi si mette tranquillo.

Merlino si approccia in modo diverso con lui e con me. Lui è il compagno di giochi prima di cena e la coccola sfrenata della mattina. Io sono addetta al cibo, alla coccola della sera e alle carezza durante tutto il giorno. Sono quella che lo rimprovera e azzarda il castigo con lo spruzzino. Sono quella che “Dove vai tu vengo anche io” o del “Guardiamoci negli occhi per un’ora intera”.

Merlino è quello che adora gli asciugamani tiepidi sulla testa quando è ora della pulizia del musino

Merlino… per noi è parte della famiglia. Non è un sostituto di un figlio mai arrivato. Qualcuno lo può pensare. Lo so. Ma no, non è così.

Lui fa parte della famiglia senza sostituirsi a nessuno.

Merlino appartiene alla categoria dei tanti amici pelosi che popolano questo mondo. È un dato di fatto. Eppure non posso limitarmi solo a questo. Pure lui, così razionale e ingeniere, non lo ritiene solo un gatto.

Merlino… è il magico gatto che ci ha scelti.

E  mai avrei pensato che fosse così facile e semplice dare affetto a un peloso e riceverne in quantità smisurata. Lunga vita a te amico mio, mago di famiglia ❤️

 

 

 

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Io e… Merlino

C’è chi cresce con gli animali. C’è chi non può stare senza amici a quattro zampe. C’è chi non potendo stare con animali fa del generoso volontariato. C’è chi ha paura di un cane (io) e c’è chi, pur essendo figlia di un veterinario o cugina di veterinari, non ha mai avuto un animale in casa o in giardino (sempre io).

Ma qualcosa è cambiato. Sì, qualcosa è cambiato e in questo qualcosa il destino ha calato l’asso. E che asso! Di fronte a una giocata, spiazzante pure per il super razionale Federico, facendolo impallidire, non ho potuto resistere. Ho chinato il capo e mi sono detta: “Accetto” (l’equivalente dell’ “Obbedisco!” di Garibaldi). Accetto la convivenza con un amico pelosino; accetto la responsabilità; accetto di pulire cacche e pipì nella lettiera; e da ultimo, ma non per questo meno importante, accetto che uno strano affetto possa appropriarsi di me per il mio nuovo amico (e viceversa naturalmente).

Il nome acquisito di pelosino è Merlino. Dopo la calata dell’asso e la verifica di un’anomala quanto straordinaria congiunzione astrale, non potevamo scegliere un nome diverso. L’incontro con lui, infatti, è avvenuto senza che ce ne accorgessimo; le nostre piccole vite si sono incrociate senza volerlo e senza sapere nulla l’uno dell’altra nel mese di ottobre e quel che è accaduto poi lo sappiamo solo io, Federico e Merlino il quale, con ogni probabilità, ci ha scelti fin dall’inizio.

A distanza di oltre due mesi eccolo qui, Merlino, a casa con noi.

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E’ arrivato in un periodo brutto e luttuoso. Ma è arrivato carico di espressioni buffe e con la curiosità di chi ha intenzione di impadronirsi di casa. E’ arrivato regalandoci sorrisi e risate, coccole infinite e un’iniziale agitazione, la mia: mai avevo preso in braccio un micio e mi chiedevo da che parte si iniziasse. E’ arrivato con le sue esigenze, preferenze e la casa era pronta per lui. Poi, come per magia, proprio Merlino ha reso tutto facile e semplice.

Mio papà, fin da subito, lo ha chiamato “l’inquilino”, mia mamma semplicemente “gatto” perché lei non ama i gatti. E’ convinta di dover affrontare la tigre di Mompracem. Eppure, prima ancora che Merlino varcasse la soglia di casa, gli ha cucito e preparato una cuccia con cuscini di velluto in una cesta grigio argento…roba che nemmeno gli Aristogatti…

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Merlino ha già i suoi posti preferiti: il letto (dalla mia parte), il divano (dalla mia parte), il tappetino del mio bagno, il tappetino della cucina, la scala (adora guardare tutti dall’alto) e il piccolo laboratorio di N&G. Qui, fin da subito, ha iniziato a girare tra le scatole chiuse ricolme di gomitoli o semplicemente a giuggiolarsi sotto il mio tavolo senza curarsi troppo dei lavori. E quando me lo trovo appollaiato sul mitico divano giallo (sempre dalla mia parte), mi ripeto, ancora una volta, come Merlino sia a tutto tondo un abitante dell’isola di Nuvole e Gomitoli.

Mi sono sempre ripromessa nella vita che mai avrei ceduto a un affetto per un pelosino. Bene sì, ma affetto, un affetto così no… Non volevo essere tra quelle persone che mostrano orgogliose le foto del proprio gatto… Ma ho ceduto. Ho ceduto e pure Federico non si capacita di questo legame che lega lui a me e viceversa. E qui, in questo spazio nuvoloso e gomitoloso, mi piacerebbe parlare di Merlino non per orgoglio, ma semplicemente perché Merlino è non solo Merlino, che con le sue magie sta rivoluzionando il nostro sentire, ma anche un nuovo componente di questa famiglia.

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Detto questo, dopo avervi mostrato Merlino su uno dei suoi gradini preferiti, apro ufficialmente un sondaggio: dedico una rubrica a Merlino sì o no?

In attesa delle vostre risposte, vi saluto, vi abbraccio e vi rimando al prossimo gomitoloso post, Benben ❤