Un pizzico di rosso, ma che fiore è?

Quando mamma dipinse questo sasso, le chiesi che fiore fosse. Risposta: <<Non lo so>>. “Ok” mi sono detta, “fa niente”.  Lei mi disse che lo aveva tratto da una piccola agenda dell’Erbolario. Il punto è che nell’agenda non vi era alcun nome per quel fiore. E, così, mi dissi ancora “Ok, fa niente”. Guardai il sasso e mi resi conto di due cose; la prima: davanti a me avevo un fiore anonimo e questa era una cosa lampante; la seconda: era ed è che ho un rapporto alquanto difficile con il colore rosso. Per quanto mi piaccia, chissà perchè, lo trovo complicato (mai come con certe tonalità di verdele detesto). Il rosso per me significa eleganza e raffinatezza. E con un colore così è vietato sbagliare.

Comunque sia, ho atteso l’ispirazione. E attendere l’ispirazione è sempre un qualcosina di snervante. Arriva quando lo decide lei. Ormai l’ho imparato. E’ inutile che mi sforzi, non serve a nulla. Devo solo aspettare che un non so che di magico mi si accenda in testa. Ed è sorprendente quando ciò accade. Non faccio nessuno schizzo: afferro i colori e via. Tutto è chiaro nella testa. E’ come seguire una scia di arcobaleno. Il resto lo fanno le mani, la pazienza e i fili. E in un giorno di giugno è nato lui:

Ho atteso a mostrarvelo perchè dal giorno della sua nascita ad oggi è stato scelto e adottato per un regalo di laurea (così mi fu riferito). Ed ora che è stato consegnato, posso finalmente mostrarvelo. E’ un sasso medio/piccolo, decorato a soutache, piattine in oro, rosso e bianco avorio.

Lo adornano tre perle di fiume,  un brillante Swarovski rosso e perline di conteria in vetro rosse e oro.

Tutto il resto,come detto, è pazienza, passione e la scia di un arcobaleno. Però una domanda continua a rimbalzarmi in testa: ma che fiore è? Chi lo sa? Mi piacerebbe dare un nome a questo sassolino ormai adottato.

Sperando vi piaccia, come sempre, gomitolosamente vi saluto e vi rimando alla prossima, Benben ❤

Annunci

Un pò di rose

A mia mamma piacciono le rose. I fiori tutti, certo, ma le rose sono sempre le rose e dove è possibile le ritrae.

E da questa passione “fai da te” per la pittura è nato un altro piccolo sasso/ciondolo che potete vedere meglio in copertina.

Sono rose del suo giardino. Hanno anche un nome (se non ricordo male francese). A me non è rimasto altro da fare se non provare a decorarlo nel modo più consono possibile, aggiungendo le immancabili perle di fiume (quattro per la precisione) e piccoli punti luce. Nella lunga strada di apprendimento di questa nuova tecnica (soutache), mi sono lanciata in piccoli riccioli, come petali appena nati di una rosa.

Ora questo ciondolo è da qualche parte “in quel della montagna” al collo di una signora e spero possa trasmettere amore e passione per la natura. Non nascondo che sono felice e orgogliosa di questi sassi dipinti da mamma e decorati, ma mi rendo conto che ho ancora tantissimo da imparare. Ovviamente non demordo e vado avanti, sempre… contro corrente.

Sperando vi piaccia, gomitolosamente vi saluto e vi rimando al prossimo post, Benben ❤