Elleboro

L’elleboro è un fiore che piace. Alcuni lo confondono con la rosa selvatica. E, a dirla tutta, se non avessi mia mamma, probabilmente lo scambierei pure io per una rosa. Comunque sia, questo sasso, assieme ad altri, fu mostrato nel suo stato grezzo: ossia solo dipinto. Scelto tra diversi fiori, mi è stato chiesto di decorarlo nel modo che più mi piaceva. In poche parole mi è stata data carta bianca. Non è stato facile e ciò per un motivo molto particolare: un sasso – e questo ne è l’esempio – difficilmente ha i bordi regolari. Possono essere sottili da una parte e più alti in altre. Però, mi sono impegnata o, forse più semplicemente, l’elleboro mi ha ispirata.

Ho cercato, nella mia testolina farcita di sogni e progetti gomitolosi, di dare continuità al bouquet di fiori dipinto con pazienza.

Ora vi devo svelare la sorte di questo sasso così desiderato e voluto (e spero di non fare torto a nessuno nel narrarlo, ma questo vi può far capire il giro di questi piccoli pezzi unici). Il sasso viene indossato in occasione di un pranzo o di una cena. Una signora lo nota, lo ammira. Chi lo indossa si sente di regalarlo… et voilà… questa è la storia. Mi auguro solo che la sua nuova proprietaria lo sappia apprezzare.

Sperando vi piaccia, vi saluto e vi rimando al prossimo gomitoloso post, Benben ❤

 

 

 

 

 

 

 

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Un pizzico di rosso, ma che fiore è?

Quando mamma dipinse questo sasso, le chiesi che fiore fosse. Risposta: <<Non lo so>>. “Ok” mi sono detta, “fa niente”.  Lei mi disse che lo aveva tratto da una piccola agenda dell’Erbolario. Il punto è che nell’agenda non vi era alcun nome per quel fiore. E, così, mi dissi ancora “Ok, fa niente”. Guardai il sasso e mi resi conto di due cose; la prima: davanti a me avevo un fiore anonimo e questa era una cosa lampante; la seconda: era ed è che ho un rapporto alquanto difficile con il colore rosso. Per quanto mi piaccia, chissà perchè, lo trovo complicato (mai come con certe tonalità di verdele detesto). Il rosso per me significa eleganza e raffinatezza. E con un colore così è vietato sbagliare.

Comunque sia, ho atteso l’ispirazione. E attendere l’ispirazione è sempre un qualcosina di snervante. Arriva quando lo decide lei. Ormai l’ho imparato. E’ inutile che mi sforzi, non serve a nulla. Devo solo aspettare che un non so che di magico mi si accenda in testa. Ed è sorprendente quando ciò accade. Non faccio nessuno schizzo: afferro i colori e via. Tutto è chiaro nella testa. E’ come seguire una scia di arcobaleno. Il resto lo fanno le mani, la pazienza e i fili. E in un giorno di giugno è nato lui:

Ho atteso a mostrarvelo perchè dal giorno della sua nascita ad oggi è stato scelto e adottato per un regalo di laurea (così mi fu riferito). Ed ora che è stato consegnato, posso finalmente mostrarvelo. E’ un sasso medio/piccolo, decorato a soutache, piattine in oro, rosso e bianco avorio.

Lo adornano tre perle di fiume,  un brillante Swarovski rosso e perline di conteria in vetro rosse e oro.

Tutto il resto,come detto, è pazienza, passione e la scia di un arcobaleno. Però una domanda continua a rimbalzarmi in testa: ma che fiore è? Chi lo sa? Mi piacerebbe dare un nome a questo sassolino ormai adottato.

Sperando vi piaccia, come sempre, gomitolosamente vi saluto e vi rimando alla prossima, Benben ❤