Un pò di fucsia

Dopo la cuffia che ha dato origine allo sferruzzamento compulsivo ma estremamente rilassante, ho pensato fosse giusto arrivare a sperimentare per benino la lavorazione con i due colori. Già vi avevo peralto di questa nuova droga lanosa del tutto innocqua qui quando vi ho mostrato la cuffia grigia e avorio.

Orbene, la prima lavorazione a due colori del 2017 è stata lei:

Qui sono due le novità: 1) la lavorazione a due colori (si nota) e 2) l’avvio tubolare che mi ha permesso poi di sviluppare un bordo a coste 2/2 molto elastico e morbido. Per imparare l’avvio tubolare o l’avvio con filo provvisorio, mi sono basata su un tutorial trovato su verypink.com. Sì è un sito americano, ma se avete difficoltà con l’inglese, date un’occhiata al movimento delle mani e tutto sarà chiaro. Il tutorial è qui. Personalmente l’ho trovato illuminante. Ovviamente in rete ne esistono degli altri. Sta a voi trovare quello che più si confà alle vostre mani e alla vostra metodologia di lavoro.

Ma torniamo alla cuffia. Per lei devo ringraziara la mia amica Tajana Rabar per l’aiuto, il sostegno e per avermi consigliato questo pattern. Da indicazioni queste cuffie sono decorate da deliziosi pom-pom. Nulla vi impedisce di omotterlo.

 

 

 

 

 

 

 

Sperano che ancher questa cuffia vi susciti simpatia, vi saluto, gomitolosamente vi abbraccio e vi rimando al prossimo matassoso post, Benben ❤

P.S. questa cuffia è taglia M.

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Cuffia time

E’ che niente…

Sono in preda ad uno sferruzzamento compulsivo mica da poco. Il  cervellino gomitolino mi sta imponendo di perfezionare la tecnica del lavoro a maglia con due o più colori. Alcuni la chiamano jacquart, altri fair isle. Personalmente preferisco la seconda definizione. Penso che tutto questo sia frutto dello spirito natalizio che, sul fare di ottobre, come ogni anno, mi permea totalmente.

Poichè sono in piena attività gomitolina non ho tanto tempo da dedicare a N&G (faccina triste) e questo mi stringe il cuore (cuoricino spaccato). Però, questa mattina, complice un Merlino abbastanza tranquillo, vi mostro l’ultima nata. Parto dall’ultimo lavoro perchè semplicemente me lo stavo dimenticando.

Eccola qui:

Notate una presenza pelosa sullo sfondo? Ecco, quell’essere sfocato che controlla ogni mio respiro è il mago gatto Merlino (presenza non nuova su quest’isola).

Per realizzare la cuffia ho usato dei rimasugli di lana e la cosa mi porta ad affermare che questa è decisamente un pezzo unico. Ho usato della lana grigia (tonalità grigio perla), impreziosita da qualche micro paillettes e lana avario/bianca. La lana grigia è leggermente più spessa e il particolare delle paillettes lo potete notare qui:

Ho ultimato il tutto con un pom-pom grigio (ho sempre amato i pom-pom). Diciamo che di quel che mi restava della lana grigia non è stato sprecato nulla.

Prima che mi dimentichi un’altra volta: questa volta ha una taglia unica in M/L. Le taglie stanno diventando una fissa.

Il motivo del fair isle l’ho tratto da color my cowl di Very pink . Il pattern è scaricabile gratuitamente da Ravelry qui.

Ho ancora tanto da imparare e apprendere (come alcuni trucchetti per rendere il motivo sempre lineare. A proposito qualcuno ha suggerimenti?), ma questa cuffia mi piace particolarmente. Forse è merito delle paillettes 🙂  o dello spirito natalizio.  Ad ogni modo, spero vi piaccia.

Detto ciò, vi saluto, vi abbraccio e vi rimando al prossimo gomitoloso posto, Benben ❤

La leggerezza del pizzo Shetland

Amici nuvolini… ciaooo.

Allora… in questo post non  mi soffermerò nuovamente su quanto sia innamorata di stole e scialli e nemmeno ripeterò il perché di questa passione. Tuttavia, vorrei qui mostrarvi due stole realizzate con la tecnica del pizzo Shetland (tecnica a cui mi sono avvicinata dopo una sana chiacchierata con la mia amica gomitolina Tajana). Ora, questa lavorazione si caratterizza per la leggerezza data dai punti traforati: gettati, maglie prese insieme due o tre volte, maglie passate e poi accavallate creano una combinazione quasi infinita di motivi, alcuni semplici e altri più complessi.

Le stole qui immortalate scaturiscono da un motivo che ho ripreso, riportato su carta, abbinandolo poi a un altro motivo molto più semplice lungo i lati.

Cambiano i colori ma la combinazione del filato è la medesima: mohair al 70% e 30% di acrilico:

Le differenze si ritrovano nel peso (120 gr. per la stola grigia e 134 gr per quella avorio) e nella parte acrilica del filato (piccole paillettes nella stola grigia e un sottile filo dorato nella stola avorio) che, anche se in modo diverso, dona loro luminosità ed eleganza.

Il motivo si presenta traforato – e per buona parte – alle estremità:

La parte attorno alla schiena, invece, è lavorata a dritto proprio come la tecnica del pizzo Shetland richiede. In un pizzo Shetland, infatti, è raro imbattersi in una lavorazione a maglia rasata. Notate il particolare nella fotografia qui sotto?

Il pizzo Shetland è meraviglioso. Innegabile. La sua lavorazione richiede molta attenzione (il numero di gettati non è irrisorio) e memoria (imparare la sequenza nel mentre si lavora aiuta. In un certo senso penso sia una sorta di sudoku gomitoloso 🙂 )

Ora, le stole realizzate si prestano per tutte le stagioni. Sono calde ed eleganti d’inverno e sono sfiziosi ed eleganti coprispalle in primavera e anche nelle fresche serate estive. Non vi nascondo che la stola avorio potrebbe benissimo adattarsi anche a una sposa (e – perché no? – anche quell grigia. Tutto dipende dal gusto e dal carattere della sposa).

Spero vi piacciano. Vi annuncio che sto lavorando a una terza stola, ma su di essa c’è il più stretto riserbo. Ovviamente, quando sarà il momento, ve la presenterò.

Nel frattempo matassosamente vi saluto, gomitolosamente vi faccio gli auguri di buona Pasqua e vi rimando, come sempre, al prossimo post. Benben ❤

Cuffia time

particolare-cuffiaEccoci qui.

Nuovo post e nuovo argomento. Il titolo è illuminante.

Dopo aver iniziato un progetto, momentaneamente accantonato per l’arrivo di Merlino (il magico gatto); dopo aver iniziato a studiare la lunga lista di adozioni di Teddy, ecco che mi capita di esaudire una nuova richiesta molto, molto, ma molto gomitolosa: la richiesta del cuffia time.

E per fare le cuffie ho ripreso in mano gli amati ferri circolati (li adoro e, ripeto, mia mamma ancora non si capacita di come sia possibile lavorare con loro… E’ sempre e solo questione di punti di vista nonché di predisposizione dico io). Anyway… Le Cuffie…. ok… allora, per parlare di loro, posso suddividere questo post in step.

Primo step: circonferenza

Chi mi ha chiesto di realizzare le cuffie è un’amica che, bravissima, ha minuziosamente misurato la testolina dei suoi bambini e nipoti.

Secondo step: quante maglie?

Il passo successivo è stato capire quante maglie mettere sul ferro per avere una “cuffia” vera e propria. Così, partendo da un mio campione e studiando una fascia che non fosse solo una semplice bordura a coste, mi sono messa a sferruzzare un prototipo. Misurato il prototipo su una testolina e capito che andava bene era giunto il momento di affrontare il…

Terzo step: quali colori?

Giusto: quali colori? La lana messami a disposizione dalla  mia amica andava dal bianco ad alcune tonalita di verde, dal giallo a un paio di tonalità di rosa e un azzurro. Ma, i bambini hanno idee molto chiare e questo si sa, giusto? Così, muniti di matite colorate, mi hanno disegnato le sequenze di colori. Pertanto, a me non è rimasto altro che seguire le istruzioni alla lettera. In questo modo sono nate le cuffie per i maschietti:

cuffie-per-maschiettiE subito dopo le cuffie per le femminucce:

cuffie-per-femminucceQueste due ultime differiscono per le sfumature dei pon-pon.

Quarto step: il pon-pon

Eh sì, perché una cuffia che si rispetti richiede un pon-pon adeguato. Il primo, realizzato su un modulo che avevo, si perdeva: era piccolo. Così, con l’aiuto della Maria Rosa che ha sempre le circonferenze più azzeccate per fare i pon-pon, sono nati quattro cicciottissimi pon-pon (e sottolineo che quanto più grande è il pon- pon tanto più la sua attaccatura non sarà semplice semplice… 🙂 )

particolare-pon-ponChe dire? Spero che piacciano e chi vi piacciano. Un abbraccio e al prossimo gomitoloso post, Benben ❤

Storia di una copertina

Ciao Nuvolini!!!

Questo piccolo post avrei dovrei intitolarlo “Storia di Allegra’s Cover” di Emma Fassio (qui trovate tutto). Non mi stancherò mai di dire e ripetere chi è lei: lei è la santa (subito!!!) protettrice dei kgnittatori di tutto il mondo (che siate alle prime armi o maestri impareggiabili come Emma o Paolo Dalle Piane poco importa… credetemi… l’importante è che abbiate una certa affinità elettiva con i gomitoli di ogni genere, specie, colore e grado). E’ colei che con santa pazienza, attraverso tutorial e libri, mi ha insegnato a lavorare a maglia, a tenere in mano i ferri e, soprattutto, a conoscere questo miracolo della scienza e della tecnica: i ferri circolari!!! Mia mamma ancora si chiede come è mai possibile lavorare con quelli anzichè con gli altri. E per quanto provi a spiegarle i vantaggi e la facilità con cui trovo sia molto più facile lavorare, lei non ne vuol sentire di provare… ehhhamen!

Ad ogni modo… questa non è solo una copertina. Essa rappresenta, infatti, uno dei miei primissimi lavori realizzati con i ferri circolari. Ho atteso l’avvento di Alessia e della sua macchina fotografica per riuscire a renderle giustizia.

La copertina

Adesso vi do qualche nozione tecnica.

La copertina è stata realizzata con 4 gomitoli da 50 gr l’uno di lana Zaffiro (80% lana merinos irrestringibile – 20% acrilica – 125mt c.a) colore 1261509. Ho scelto il rosa per una ragione molto semplice: avevo i gomitoli in casa. Le misure sono adatte per una carrozzina o per una culla o per un morbido abbraccio: 70 x 75cm. Di certo la si può realizzare nelle dimensioni che più si desiderano tenuto conto anche del filato scelto e delle ripetizioni del motivo.

Particolare lavorazioneIl motivo ripetuto, come accennato, da vita ad una copertina morbida e soffice o, semplicemente, molto fuffosa. I bordi sono lavorati a maglia legaccio e ciò mette ancor di più in evidenza il suo esser nuvola gomitolosa. 

Ovviamente, anche qui non ho resistito a lasciare un piccolo segno del mio passaggio:

Dettagli

Sperando che vi piaccia, vi saluto e vi rimando al prossimo post. Un gomitoloso abbraccio, Benben ❤

Credits photo: Alessia – Questione di focale