La leggerezza del pizzo Shetland

Amici nuvolini… ciaooo.

Allora… in questo post non  mi soffermerò nuovamente su quanto sia innamorata di stole e scialli e nemmeno ripeterò il perché di questa passione. Tuttavia, vorrei qui mostrarvi due stole realizzate con la tecnica del pizzo Shetland (tecnica a cui mi sono avvicinata dopo una sana chiacchierata con la mia amica gomitolina Tajana). Ora, questa lavorazione si caratterizza per la leggerezza data dai punti traforati: gettati, maglie prese insieme due o tre volte, maglie passate e poi accavallate creano una combinazione quasi infinita di motivi, alcuni semplici e altri più complessi.

Le stole qui immortalate scaturiscono da un motivo che ho ripreso, riportato su carta, abbinandolo poi a un altro motivo molto più semplice lungo i lati.

Cambiano i colori ma la combinazione del filato è la medesima: mohair al 70% e 30% di acrilico:

Le differenze si ritrovano nel peso (120 gr. per la stola grigia e 134 gr per quella avorio) e nella parte acrilica del filato (piccole paillettes nella stola grigia e un sottile filo dorato nella stola avorio) che, anche se in modo diverso, dona loro luminosità ed eleganza.

Il motivo si presenta traforato – e per buona parte – alle estremità:

La parte attorno alla schiena, invece, è lavorata a dritto proprio come la tecnica del pizzo Shetland richiede. In un pizzo Shetland, infatti, è raro imbattersi in una lavorazione a maglia rasata. Notate il particolare nella fotografia qui sotto?

Il pizzo Shetland è meraviglioso. Innegabile. La sua lavorazione richiede molta attenzione (il numero di gettati non è irrisorio) e memoria (imparare la sequenza nel mentre si lavora aiuta. In un certo senso penso sia una sorta di sudoku gomitoloso 🙂 )

Ora, le stole realizzate si prestano per tutte le stagioni. Sono calde ed eleganti d’inverno e sono sfiziosi ed eleganti coprispalle in primavera e anche nelle fresche serate estive. Non vi nascondo che la stola avorio potrebbe benissimo adattarsi anche a una sposa (e – perché no? – anche quell grigia. Tutto dipende dal gusto e dal carattere della sposa).

Spero vi piacciano. Vi annuncio che sto lavorando a una terza stola, ma su di essa c’è il più stretto riserbo. Ovviamente, quando sarà il momento, ve la presenterò.

Nel frattempo matassosamente vi saluto, gomitolosamente vi faccio gli auguri di buona Pasqua e vi rimando, come sempre, al prossimo post. Benben ❤

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Cuffia time

particolare-cuffiaEccoci qui.

Nuovo post e nuovo argomento. Il titolo è illuminante.

Dopo aver iniziato un progetto, momentaneamente accantonato per l’arrivo di Merlino (il magico gatto); dopo aver iniziato a studiare la lunga lista di adozioni di Teddy, ecco che mi capita di esaudire una nuova richiesta molto, molto, ma molto gomitolosa: la richiesta del cuffia time.

E per fare le cuffie ho ripreso in mano gli amati ferri circolati (li adoro e, ripeto, mia mamma ancora non si capacita di come sia possibile lavorare con loro… E’ sempre e solo questione di punti di vista nonché di predisposizione dico io). Anyway… Le Cuffie…. ok… allora, per parlare di loro, posso suddividere questo post in step.

Primo step: circonferenza

Chi mi ha chiesto di realizzare le cuffie è un’amica che, bravissima, ha minuziosamente misurato la testolina dei suoi bambini e nipoti.

Secondo step: quante maglie?

Il passo successivo è stato capire quante maglie mettere sul ferro per avere una “cuffia” vera e propria. Così, partendo da un mio campione e studiando una fascia che non fosse solo una semplice bordura a coste, mi sono messa a sferruzzare un prototipo. Misurato il prototipo su una testolina e capito che andava bene era giunto il momento di affrontare il…

Terzo step: quali colori?

Giusto: quali colori? La lana messami a disposizione dalla  mia amica andava dal bianco ad alcune tonalita di verde, dal giallo a un paio di tonalità di rosa e un azzurro. Ma, i bambini hanno idee molto chiare e questo si sa, giusto? Così, muniti di matite colorate, mi hanno disegnato le sequenze di colori. Pertanto, a me non è rimasto altro che seguire le istruzioni alla lettera. In questo modo sono nate le cuffie per i maschietti:

cuffie-per-maschiettiE subito dopo le cuffie per le femminucce:

cuffie-per-femminucceQueste due ultime differiscono per le sfumature dei pon-pon.

Quarto step: il pon-pon

Eh sì, perché una cuffia che si rispetti richiede un pon-pon adeguato. Il primo, realizzato su un modulo che avevo, si perdeva: era piccolo. Così, con l’aiuto della Maria Rosa che ha sempre le circonferenze più azzeccate per fare i pon-pon, sono nati quattro cicciottissimi pon-pon (e sottolineo che quanto più grande è il pon- pon tanto più la sua attaccatura non sarà semplice semplice… 🙂 )

particolare-pon-ponChe dire? Spero che piacciano e chi vi piacciano. Un abbraccio e al prossimo gomitoloso post, Benben ❤

Storia di una copertina

Ciao Nuvolini!!!

Questo piccolo post avrei dovrei intitolarlo “Storia di Allegra’s Cover” di Emma Fassio (qui trovate tutto). Non mi stancherò mai di dire e ripetere chi è lei: lei è la santa (subito!!!) protettrice dei kgnittatori di tutto il mondo (che siate alle prime armi o maestri impareggiabili come Emma o Paolo Dalle Piane poco importa… credetemi… l’importante è che abbiate una certa affinità elettiva con i gomitoli di ogni genere, specie, colore e grado). E’ colei che con santa pazienza, attraverso tutorial e libri, mi ha insegnato a lavorare a maglia, a tenere in mano i ferri e, soprattutto, a conoscere questo miracolo della scienza e della tecnica: i ferri circolari!!! Mia mamma ancora si chiede come è mai possibile lavorare con quelli anzichè con gli altri. E per quanto provi a spiegarle i vantaggi e la facilità con cui trovo sia molto più facile lavorare, lei non ne vuol sentire di provare… ehhhamen!

Ad ogni modo… questa non è solo una copertina. Essa rappresenta, infatti, uno dei miei primissimi lavori realizzati con i ferri circolari. Ho atteso l’avvento di Alessia e della sua macchina fotografica per riuscire a renderle giustizia.

La copertina

Adesso vi do qualche nozione tecnica.

La copertina è stata realizzata con 4 gomitoli da 50 gr l’uno di lana Zaffiro (80% lana merinos irrestringibile – 20% acrilica – 125mt c.a) colore 1261509. Ho scelto il rosa per una ragione molto semplice: avevo i gomitoli in casa. Le misure sono adatte per una carrozzina o per una culla o per un morbido abbraccio: 70 x 75cm. Di certo la si può realizzare nelle dimensioni che più si desiderano tenuto conto anche del filato scelto e delle ripetizioni del motivo.

Particolare lavorazioneIl motivo ripetuto, come accennato, da vita ad una copertina morbida e soffice o, semplicemente, molto fuffosa. I bordi sono lavorati a maglia legaccio e ciò mette ancor di più in evidenza il suo esser nuvola gomitolosa. 

Ovviamente, anche qui non ho resistito a lasciare un piccolo segno del mio passaggio:

Dettagli

Sperando che vi piaccia, vi saluto e vi rimando al prossimo post. Un gomitoloso abbraccio, Benben ❤

Credits photo: Alessia – Questione di focale

Cuffia bicolore

Ciao nuvolini!!!

La faccio breve: sono testarda. Ed una delle cose che voglio imparare molto bene (sottolineo: molto bene) è lavorare a maglia con più colori. Non per niente ho anche fatto mio il nuovo libro di santa (subito!) Emma Fassio “Introduzione al Fair Isle” …. Ora, poiché sono una che cerca d’imparare da sola, mi sono buttata su un piccolo progetto giusto per vedere se ero capace d’intraprendere la strada dei più colori a maglia. E così è nata lei:

Cuffia in grigio e lilla

La cuffia è in lana (pura lana!!!) grigio e lilla. Per realizzarla, ho preso come spunto un modello di questa infaticabile donna molto elfica e molto paziente (ecco perchè l’ho soprannominata prima santa – subito!!!) Emma Fassio trovato su Ravelry (qui). Per raggiungere il mio piccolissimo obiettivo ho fatto piccole modifiche sia nella lavorazione, sia introducendo del colore, il lilla appunto:

Particolare trecce

Dopo la fascia iniziale lavorata a piccole trecce, ho introdotto il nuovo filato e, andando a sentimento (come direbbe lui), mi sono divertita ad alternare piccole fasce colorate. Nel mio piccolo obiettivo, poi, perseguivo un altro intento – minuscolo ma puntiglioso (una fissa di chi è precisino precisino): non far vedere lo scalino del cambio colore. Beh, ammetto d’esserci riuscita abbastanza bene. Poi, ho ripreso in mano il modello originale ed ho provveduto a chiudere le maglie:

Particola colori

Anche qui, però, ho lasciato il segno del mio passaggio 🙂

Particolare di orgoglio

Ringrazio – e mai smetterò di farlo – la modella ed Alessia -Questione di focale

Sperando vi piaccia, vi lascio con un matassoso abbraccio ed alla prossima, Benben ❤

Scaldacollo variegato

Ciao nuvolini!!!

Dopo lo scaldacollo total balck ed unisex (potete leggere il post qui), mi sono intenerita innanzi a tre gomitoli che mamma ha scovato in uno dei suoi giri. Solo tre gomitoli. Erano gli unici rimasti. Tre gomitoli da 50gr l’uno.

E così, pensa e ripensa, mi sono detta: perché non un altro scaldacollo, magari, un poco più femminile? Pensa e ripensa ancora su come fare e quale punto usare (avevo voglia di cambiare) sono arrivata una sera ad avviare le prime maglie. Lavora e lavora ed è nato lui:

Scaldacollo

Allora, come accennato poc’anzi, ho usato quasi tre gomitoli da 50gr l’uno (Miss Tricot Filati – Galapagos – 70% acrilico, 30% lana). Mi sono piaciuti tantissimo per le sfumature molto autunnali che vanno dal grigio, al senape, dal color ottanio al nero, dal verde al blu scurissimo. La lavorazione è stata realizzata, sempre su ferri circolari, con una lavorazione – in sostanza – a legaccio intervallata da punti a forma di V… poiché a descrivervi il punto rischierei di fare confusione, vi rimando a qui dove troverete la spiegazione per realizzarlo.

Particolare punto

Questo scaldacollo l’ho pensato in versione femminile ma devo ammettere che sta bene indossato anche da un uomo. Appena lui lo ha visto, infatti, ha voluto provarlo. Saranno stati i suoi occhi azzurri, ma, credetemi, gli stava divinamente. In compenso dopo una cogitazione infinita ha optato per un altro modello (sottolineandone l’urgenza): il total black (di cui sopra vi ho lasciato il link).

Anyway… anche a questo modello non ho potuto non aggiungere un piccolo segno di soddisfazione ed orgoglio, questo:

Particolare di orgoglio

Sperando vi piaccia, vi saluto e vi rimando al prossimo gomitoloso post, Benben ❤

Credits photo: Alessia – Questione di focale