Piccole onde

Amici nuvolini ben ritrovati!

Prima di partire per qualche giorno di montagna, mi sono dedicata a organizzare il lavoro per il prossimo evento a Villa Buri (prossimamente un articolo sull’argomento). Non vi dico l’ansia! Immancabile ansia. Purtroppo quest’anno, per eventi indipendenti dalla mia volontà, sono rimasta un poco indietro con i preparativi… ad ogni modo… nell’organizzare questi benedetti lavori, mi è capitato anche di esaudire una richiesta per me nuova e molto, molto romantica: un bracciale per lui e un bracciale per lei.

Confido che mai avrei pensato che uno dei piccoli braccialetti realizzati a chiacchierino potesse essere scelto per un lui, ma tant’è…

Il modello prescelto è stato il bracciale Onda:

Onde per lei e luiIn cotone blu per lui e in cotone turchese per lei:

Bracciali Onda lei lui particolareLe perline sono state scelte tono su tono e la lunghezza è stata misurata sul polso mio per lei e per lui sul polso del mio lui. Un piccolo pensiero per il compleanno di lui alla vigilia delle ferie. Entrambi i bracciali sono stati racchiusi in un piccolo pacchetto rigorosamente handmade.

Sperando siano piaciuti ai diretti interessati e a voi, a me non resta che rimandarvi al prossimo gomitoloso post, un matassoso abbraccio, Benben ❤ (corro a gomitolare perchè sono indietrissssssimo)

 

Maria Stuarda

A ridosso della partenza per la Scozia mi stavo ingabolando nel primissimo tentativo – molto gomitoloso – del chiacchierino ankar. Una tecnica questa in cui i petali e gli archi si sovrappongono, creando un effetto, per così dire, 3D.

Pinterest mi aveva contagiata e dato mille spunti. Ma, considerato che la partenza era dietro l’angolo, decisi che avrei affrontato la nuova sfida al rientro. E, infatti, rimesso piedino sul suolo natio, iniziai a fare il conto alla rovescia su quanto tempo mi ci sarebbe voluto per afferrare nuovamente un gomitolo. Detto fatto: nemmeno 8 ore di sonno.

La Scozia, magica, verde e bella, mi aveva (e mi ha) contagiata con i suoi paesaggi, la gente, i castelli e soprattutto con lei, Maria Stuarda, le cui stanze sono ancora visitabili nella residenza reale a Edimburgo, Holyrood Palace. Ebbene, lì, in teche sorvegliate, su un parquet scricchiolante, ho lasciato l’impronta delle mie cornee per studiare tutti i suoi monili (compreso il preziosissimo set da cucito). Ed è stato sull’onda di quelle immagini che mi sono messa a studiare e a sviscerare la matassa della tecncica del chiacchierino ankar.

Per farlo, ho scelto un modello trovato, come scritto, su Pinterest e salvato prontamente nella mia bacheca frivolité (questo). Poi, seguendo lo schema, apportando alcune modifiche e avendo presente ciò che avevo visto, ho realizzato ciò che prontamente ho battezzato “Bracciale Maria Stuarda

Maria Stuarda

Il primo a nascere è stato quello verde, poi il rosso e infine il blu. La lunghezza di qusti bracciale è per un polso M/L (circa 17 cm) e ora sto lavorando sulla versione S/M.

Comunque, tutti i modelli sono stati realizzati in cotone al 100%.

Ogni bracciale è decorato con perle di fiume (vere eh, mica matte) e perline in vetro tono su tono.

Nel bracciale rosso, ci sono perline in vetro in  color rosso pastello e otto perle in pasta di corallo (e in quello blu elettrico, invece, otto perle in pasta di turchese).

Maria Stuarda in rosso

Alle estremità dei bracciali rosso e azzurro, poi, ho provveduto a inserire piccoli cristalli trasparenti per conferir loro un guizzo di luce in più:

Maria Stuarda particolare

Ora, lo schema prescelto per i miei tentativi nulla diceva in merito al chiacchierino: ossia se era realizzato con ago o navetta. E nulla diceva circa l’inserimento delle perle e perline. Pertanto ho eseguito – come dicevo apportando piccole modifiche – il lavoro con l’inseparabile navetta. Coralli, turchesi, perle di fiume e cristalli sono stati poi accuratamente cuciti a mano. Non vi dico i foroni procurati con l’ago super sottile e pieghevole al solo sguardo.

Bene, sperando vi siano piaciuti e di avervi dato uno spunto per un lavoro, vi lascio e vi rimando al prossimo gomitoloso posto, Benben ❤

Credits photo: Alessia – Questione di focale  (W Alessia che mi immortala tutte le cosine!!! Yeeeee…. Scusate, momento schizzo… )

Un pochetto di arancio

Qualche giorno fa è un’espressione che rende molto bene la bolla in cui vivo. Il tempo qui, su quest’isola, è una componente superflua e spesso non calcolata, facilmente riducibile all’espressione – appunto – qualche giorno fa…

… Ad ogni modo… come dicevo… qualche giorno fa mi è stato chiesto un bracciale a chiacchierino da regalare. Dopo aver presentato quei pochi modelli (tutti prototipi) a mia disposizione, la scelta è caduta sul modello Christina.

Il colore prescelto è stato un bell’arancio / aragosta:

Christina in arancio

Come se ciò non bastasse, prendendo spunto da qui sono stati aggiunti 4 piccoli swarovski

Christina in aranzio particolare 1

E guardando il risultato, ammetto che mi piace molto:

Christina in arancio particolare 2

Arancio come l’estate, come il caldo, come voglia di vivere.

Spero vi piaccia e, detto ciò, mi rimane solo una cosa da fare: rinviarvi al prossimo gomitoloso post.

Baci, Benben ❤

Christina e swarovski

Oggi, in questo giorno umido e velatamente nebbioso, finalmente mi dedico del tempo per parlare di un braccialetto: Christina. Vi avevo già narrato di lui, descrivendolo qui. Oggi, però, vorrei succintamente presentarvelo in una versione leggermente diversa.

Poiché è piaciuto a diverse/i di voi, ho deciso di farne uno. Cioè, all’epoca dei fatti – ossia della sua realizzazione – ero in pausa ordini ed essendo un pelino stanchina ho preso un gomitolo a caso e mi sono detta: <<Perché no?>> e così ho ho iniziato a lavorarlo, ed è nato lui:

Bracciale Christina con swarosvski

Questa volta, però, alla fine di tutto mi è transitato per il cervello gomitolino un pensiero velocissimo, anzi, una parola sola: swarosvki. Infatti, se badate bene, il piccolo pizzo azzurro – color carta da zucchero – è stato impreziosito da piccoli swarovski, quattro  per la precisione.

Bracciale Christina con swarosvski particolare

Sono anch’essi azzurri (un azzurro molto pallido a dire il vero) e li ho cuciti uno ad uno dopo aver ultimato il bracciale.

Che dite? Questa versione più preziosa vi piace?

Un abbraccio ed  al prossimo gomitoloso post, Benben ❤

Credits photo: Alessia-Questione di Focale

Bracciale Christina con swarosvski particolare 2

Un oleandro di bracciali

Ciao girlssss…

Allora, oggi vi parlo di una tecnica che ho appreso (sempre da autodidatta) e pratico, anche se su questi schermi è comparsa poco (vedi qui e qui). Si tratta della tecnica del Kumihimo. Allora, qui vi voglio attente: Kumihimo non è Scooby Doo (se mai si scrive così) !!! La tecnica del Kumihimo ha origini lontane, tanto nella storia, quanto nel luogo. Essa infatti nasce in Giappone e si fonda tanto con la filosofia zen quanto con i samurai. In particolar modo è un’antica tecnica di intreccio dei fili per mezzo di un telaio circolare e/o quadrato. Oggi giorno si vede qualcosa e, soprattutto in rete, esistono tutorial. Personalmente, dopo aver visto qualche video, ho preferito comprarmi un libro e capire. Vi posso garantire che con il Kumihimo si realizzano gioielli, bracciali e collane molto particolari. Tutto dipende dall’intreccio scelto e quanti fili utilizzare. Con i telai oggi in commercio (acquistabili anche on-line), ci sono intrecci che da 12/18 fili (ed oltre) e ci sono fili e fili. Ma, vi assicuro, esistono telai molto, ma mooolto più grandi: quindi lascio voi immaginare quanti fili è possibile utilizzare. Qui, quest’oggi, vi presento bracciali realizzati con il cordino chiamato “coda di topo”, ma la fantasia non conosce limiti. Alcuni bracciali, infatti, li ho realizzati mixando fili diversi: coda di topo, nastri, e cordoncini (vedi qui e qui). Insomma, largo alla fantasia!!!

Ma veniamo a noi. Oggi vi presento solo alcuni di un certo quantitativo di braccialetti realizzati per Verona. Avrei voluto portare con me braccialetti realizzati a chiacchierino, ma il tempo era poco e avevo sempre il problema della lunghezza. I bracciali infatti mi vengono chiesti o morbidi o stretti. Insomma, per farli devo sempre avere la misura del polso. Questa volta, quindi, per bypassare questo intoppo, ho optato per il Kumihimo per poter giocare con i colori e per poter sfruttare il nodo scorsoio (questa è la via più semplice. Nodo scorsoio equivale a un bracciale che va bene a tutti. Ma esiste la possibilità di ricorrere anche ai terminali e a chiusure classiche; in tal senso, date un’occhiata ai primi due rinvii in alto).  Ecco, quindi, un Oleandro in fiore, immortalato da Alessia, quasi alla vigilia per Verona:

Oleandro pieno di colori

Piccoli bracciali colorati affiorano sui rami. Bello e divertente giocare con i colori. A dire il vero è molto rilassante intrecciare i fili anche se bisogna stare molto attenti a non sbagliare. Se si scelgono due colori è possibile avere una spirale (l’intravedete – nella foto sopra – il bracciale in alto color rosa e marrone?), oppure una sequenza colorata. Tutto dipende dai colori dei fili e dalla loro disposizione sul telaio. Per questo servizio fotografico, ho optato per un modello relativamente semplice: sempre e solo 8 fili, in varianti da 2, 3 o 4 colori (ricordate che i fili possono arrivare anche a 12 o 18). Prendendo a caso alcuni bracciali presenti, si può passare dai colori del fucsia, rosa e marrone…

Bracciale in rosa e marrone

ai colori del verde (due sfumature) con rosa antico:

Bracciale in verde e rosa

Indossati sono d’effetto e non passano inosservati, ma, vi supplico, non chiamateli Scooby Doo!!!

Un gomitoloso e matassoso abbraccio ed alla prossima, Benben ❤

Credits photo: Alessia – Questione di focale