Una pochette

Ciaoooo 🙂

Dovete sapere che per andare al matrimonio ho 1) cercato un abito, 2) realizzato uno scialle (qui) di un colore diverso dall’abito ma che potesse starci bene, e, infine, 3) trovato un paio di sandali. Poiché sulle scarpe sono di gusti difficili e non mi fermo all’amore a prima vista, ma cerco anche altro, mi sono ritrovata con un paio di sandali di un colore neutro ma che non richiamavano in niente l’abito. Così, poiché non trovavo nessuna borsa che mi piacesse (o coloratissima, o super luccicosa, o piccolissima, o per nulla pratica), mi sono detta: <<Chi fa da sé fa per tre>>.

Armata di uncinetto e cordoncini (che richiamassero da un lato i sandali e dall’altro lo scialle), mi sono realizzata questa:

Pochette marrone

E’ una piccola e semplice pochette (tutta foderata dalla Maria Rosa) con due pences ai lati. Il fondo (anche se non si vede) è stato realizzato con cordoncino rosa, ripreso poi sulla chiusura:

Pochette marrone particolare chiusura

Il piccolo manico è fissato/cucito da un lato senza fronzoli, mentre dall’altro, ho scelto un bottone non vistoso, ma di legno lavorato (uno di quelli presi a Vicenza).

Pochette marrone particolare bottone

Mi sembra d’aver optato per la semplicità e la comodità: E’ abbastanza capiente per quello che ho intenzione di metterci dentro 🙂 . Inoltre, essendo lavorata tutta in spirale ed interamente a mano, ben vengano le imperfezioni che la rendono unica  e non costituiscono difetto 🙂

Sperando che vi piaccia, gomitolosamente vi abbraccio e vi rimando al prossimo gomitoloso post, Benben ❤

Annunci

La borsa di Mary & Tex

Ciao ragazze!

Oggi vorrei dedicare un piccolo articolo a qualcosa non fatto da me: la borsa di Mary &  Tex, diventata la mia amatissima borsa “porta lavoro”.

Borsa porta lavoro

Ieri ho pubblicato sulla pagina del mio profilo Facebook la foto che vedete qui sopra, ma ora vorrei spendere qualche minuto per narrare la storia di questa borsa (già da tempo volevo farlo).

Per chi è delle mie parti (Mantova e provincia) dovrebbe conoscere “La Domenica dei creativi”, che si tiene alle Grazie, ed “Arte e Ingegno” che, invece, avviene nelle vie della città. Bene, detto questo, posso dirvi che Mary e suo marito Tex (suppongo non sia il suo vero nome anche se insegna balli country) partecipano a questi eventi con un banchetto piccolo, ma semplice.

Ho fatto la conoscenza di Mary una domenica alle Grazie, prima di Natale. Ero andata a curiosare con mia mamma alla ricerca di qualche idea regalo. Ma, dopo pochi passi, la mia attenzione è stata catturata da borse originali, diverse da tutte le altre visite fino a quel momento. Non so perché, ma la prima cosa a cui ho pensato guardandone alcune, è stata quella di trovarmi nella casa di Laura Ingalls (vi ricordate la serie tv “La casa nella prateria”? Beh, proprio quella). In men che non si dica ho fatto conoscenza con Mary, una signora sorridente, dagli occhi luminosi, disponibile e gentile. E’ stato bellissimo chiacchierarci assieme e sentirla parlare delle sue borse, spiegare il lavoro e la passione che le animano… perché queste borse hanno un’anima.

Tutte sono fatte con pantaloni o abiti dismessi che le abili mani di Mary ritagliano e trasformano; e tutte presentano il fondo e manici in legno (spesso e volentieri diversi da borsa a borsa). Queste ultime parti vengono lavorate dal marito Tex che sembra essere appena arrivato dal Texas: baffi, cappello da cowboy, stivali a punta, ma un carattere schivo e timido, da quel che ho potuto osservare.

Quando ho chiesto a Mary quanto lavoro c’è dietro ogni borsa, Mary mi ha detto che non le piace parlare di ore, perché ciò che conta è l’amore e la passione che si dedicano e si trasmettono alle proprie creazioni. Beh, non posso che essere pienamente d’accordo e condividere ogni sua parola.

Tra tutte le borse esposte, poi, ho scelto quella che con gioia Mary mi ha confidato d’aver finito la sera prima e di aver voluto a tutti costi adornare con un cuore, ovviamente lavorato e creato da Tex. Secondo me fa decisamente “Casa nella prateria”.

Borsa porta lavoro particolare

All’inizio ho pensato che l’avrei usata come borsa per la spesa o per le piccole commissioni, ma quando l’ho messa accanto ai miei gomitoli ho capito che non c’era storia. La passione e l’amore di Mary e Tex non potevano essere scissi dalla passione e dall’amore per le mie piccole e umili creazioni gomitolose 🙂 .

Se per caso un giorno vi imbatteste nel loro piccolo banchetto fermatevi: ne vale la pena. Per esempio, il prossimo appuntamento di “Arte e Ingegno” sarà il 9 marzo a Mantova. Beh… io ve l’ho detto 🙂

Un abbraccio gomitoloso a tutte, Benben

Porta Kumihimo

Ciao Girlssss….

Da un pò non scrivo. Il motivo? Il  cervellino gomitolino e assai nuvolino è sempre all’opera. Orbene, quest’oggi vi presento una cosa fatta sullo slancio del riciclo.

Ecco ciò che avevo:

Ciò che avevo

– uncinetto tunisino del 10, usato, in questa occasione, come uncinetto normale;

– gomitolo di fettuccia color ghiaccio (alla fine non usata);

Рrotolo di ritagli in sbieco di tela riciclati. Riciclati ̬ uguale a qualcosa che qualcuno aveva e non sapeva cosa farsene.

Poiché ritengo sia uno spreco avere qualcosa e non usarlo, il gomitolino che abita il cranio mi ha dato un suggerimento: creare un astuccio/borsa porta Kumihimo. Dicesi Kumihimo un telaietto rotondo o quadrato per la tessitura di fili. E’ un’arte giapponese di intreccio di fili alla quale mi sto appassionando. Spero prossimamente di farvi vedere qualcosa. Sono ancora molto indietro; però – come dico sempre – io ci provo, pertanto, confido nel vostro perdono nel caso mi uscissero delle schifezzine (va beh… vi ho già anticipato). Ad ogni modo, lavorando tutto a uncinetto a punto basso, vi mostro il risultato, in particolare il davanti:

Porta Kumihimo fronte

Potrete notare una nuvolina viola in pannolenci attaccata con punti volutamente grossolani. A dire il vero non potevo fare diversamente, perché ho cercato di cucirla tra i punti della borsa, Un’altra cosa: è un pò stortina, ma non così tanto come appare dalla foto (foto ingannatrice!!!). E prima di ricamare (che parola grossa) la scritta, ho dovuto fare la bozza con la matita. Comunque io la leggo: è intelligibile abbastanza secondo voi?  E questo è il retro:

Porta Kumihimo retro

E, infine, questo è il suo contenuto.

Contenuto

Comunque, l’effetto grossolano e/o imperfetto è ciò che più mi piace e mi è piaciuto lavorando questi nastri di tela colorati (per non parlare del livello scrittura da prima elementare 🙂 ). Non ho messo né bottoni, né strolicato chiusure particolari. Ho semplicemente usato un pezzo di nastro per fare due stringhe. Di certo è capiente  e robusta. Per quello che devo fare io direi che va più che bene e mi aiuta a fare un pò di ordine nella mia stanza/laboratorio  🙂

Spero vi piaccia o, almeno, che vi susciti simpatia… al prossimo gomitoloso post. Un abbraccio, Benben

Le nuove borse di Maria Rosa

Borsa-blu-e-aragosta-defBorsa-grigia-e-ottanio-defAncora io, ancora qui.

In merito al titolo, se non vado errando, l’avevo detto io che qualcosa stava bollendo in pentola, specifico, nella pentola di Maria Rosa.

Avevo ragione. Bene, qui vorrei mostrarvi le ultime tre nate (che potrete vedere poi nella Gallery). Si tratta di  borse realizzate in fettuccia e tutte foderate (foderina con taschina interna e zip di sicuerrezza). Specifico questo dettaglio perchè, non essendo una fotografa come si deve, forse non lo si capisce. Inoltre, come potete notare, sono in due colori per poter meglio utilizzare anche gli avanzi di precedenti lavorazioni. Ci sono anche bottoni (o di chiusura o al centro dei fiori). Ebbene, questi bottoni sono di riciclo: testimoni di ciò che rimane di vecchie giacche o cappotti trasformati in chissà quale altra diavololeria.

Gradite? Un abbraccio e, soprattutto, Buona Pasqua!!! Beneben

Borsa-rossa-e-blu-def

Le borse di Maria Rosa (parte III… l’ultima)

Ed eccoci alle ultime due borse, quella color ottanio e quella bluette (che, peraltro, mi dicono andare di moda). Relativamente alla tecnica di Maria Rosa nel fare il fondo, vi rimando ai due precedenti post, così come per la difficoltà di reperire il materiale. Ovviamente (e purtroppo… aggiungerei), molto spesso anche l’accessorio che compone la borsa – leggasi: i manici e/o il manico – non è di facile reperibilità… almeno qui dalle mie parti…

Però, se considerate che la Maria Rosa fa sempre tutto con molto amore, queste borse risultano belle… anzi, per me sono bellissime. E non diminetichiamoci che hanno una forma e dimensione funzionale per noi femminucce.Borsa-bluette Un abbraccio, Benben

Borsa-color-ottanio