Colore

Quando c’è la bella stagione bisogna pensare al prossimo autunno-inverno.

E N&G non è da meno. Da giorni bazzico tra una stanza e l’altra con piccoli lavori da fare, da ultimare e da consegnare. Da giorni scarabocchio schizzine cerco la combinazione perfetta di nodi chiacchierinosi. E alla sera, quando non sono morta, quando gli occhi hanno ancora la forza di guardare il mondo, le mani iniziano ad armarsi di ferri circolari e “via” verso un’altra stola da ultimare, accarezzare e studiare (altri lavori li potete leggere anche qui).

Oggi, molto brevemente, presento questi colori, già adocchiati qui:E vi aggiungo anche queste sfumature del tutto nuovo:

Stesso motivo, ma due filati dalle combinazioni cromatiche diverse. Certo, mi rendo conto che dalle foto poco ci si rende conto. Ho fatto questi due scatti per immortalare al meglio le sfumature e il disegno. Altre pretese non sono risciuta a realizzare. Bisogna proprio vedere e toccare con mano per capire.

Comunque, queste due stole sono sempre in mohair, anzi, preciso: 100% mohair. Ampie, avvolgenti ed estremamente leggere (vedete cartellino sotto). Praticamente due nuvole da cui lasciarsi abbracciare.

Cosa ci volete fare: io mi rilasso a tener tra le mani fili colorati e realizzare piccoli lavori per chi li sa apprezzare.

Adesso, per esempio, sto lavorando con un fialato color… Ve lo dico la prossima volta va…Scusate la povertà di parole, ma sono giorni caldi e complicati. Sono giorni in cui mi frullano idee di gomitolo, storie da appuntare, e si aggiungono casini da risolvere. Un matassoso abbraccio e alla prossima, Benben ❤

 

Fantasia, cuore e mani

Ok, ci siamo. Anzi ci risiamo. Mi tocca sbandolare un’altra matassa sul tema “blog”.

Come ho sempre sostenuto fin dai primissimi post (e sempre lo farò), quattro sostanzialmente sono i cardini o principi su cui si regge Nuvole e Gomitoli (N&G): correttezza, trasparenza, collaborazione e reciprocità. I primi due vanno a braccetto e il terzo e il quarto seguono a ruota.

Se faccio qualcosa e questo qualcosa nasce da uno spunto, un’idea vista in rete o da uno schema trovato, sapete bene che non manco mai di segnalare il riferimento con un link. Cito sempre la creatrice sia per iscritto sia a parola quando mi capita di parlare con qualcuno. I meriti vanno riconosciuti SEMPRE. Ritengo sia stupido e poco intelligente appropriarsi di idee di altri. Se creo qualcosa o modifico qualcosa di già esistente, non ho paura a mostrarlo. Sono sempre in attesa di ricevere critiche e/suggerimenti.

Gestire un blog, infatti, penso sia qualcosa di meraviglioso. Non è solo uno strumento (in questo caso un’isola felice), ma un modo nuovo per approfondire conoscenze, scambiare opinioni, confrontarsi su questo o quest’altro argomento. La reciprocità è una parola d’ordine.

Più di una volta mi è stata rivolta la domanda su come faccio a fare certi lavori a chiacchierino. E una domanda simile mi è stata anche rivolta proprio da una signora che teneva corsi di chiacchierino. Non me la sono sentita di dirle: <<Se glielo dicessi le svelerei un segreto>> oppure: <<Ehhh… ma non glielo posso dire>>. Nel mio piccolo mondo di nuvole e alberi di pero disseminati di qua e di là ho sempre cercato di spiegare o quanto meno rimandare a siti illuminanti. Badate bene che queste risposte (“Non glielo posso dire” oppure “Ma non puoi chiedermi una cosa simile” etc… etc…), più o meno educate (molto poco educate a dire il vero), mi sono state rivolte in altri luoghi e circostanze. E – badate ancora – queste risposte mi hanno fatto sentire una stupida ingenua davanti al detentore/detentrice della scienziata omnia. Eppure continuo a chiedere perchè mi piace capire e capire quali persone si celano dietro a un oggetto. Forse sono fatta male.

Ora, quando vi è un vivo interesse nell’interlocutore, nulla è più bello di una sana chiacchierata, confronto o condivisione.

Perchè cerco sempre di rispondere? Per prima cosa, chiedere è lecito e rispondere è cortesia (ho scritto CORTESIA!). In secondo luogo, la differenza tra chi mi chiede e la sottoscritta risiede nella fantasia, nel cuore e nelle mani.

Se hai fantasia puoi creare.

Se hai cuore puoi dare sostanza e anima a ogni oggetto.

Le tue mani saranno sempre diverse dalle mie.

In fondo chi crea non è una macchina, ma una persona e ogni singolo oggetto sarà unico e diverso. Inoltre il fatto che a una domanda segua una risposta, non significa ipso facto che si tenti di replicare il tutto. Ognuno di noi ha la sua inclinazione artistica e/o creativa in questo o quell’altro settore. Quindi, signori e signore, rilassatevi.

Tuttavia, se il mio interlocutore sarà scortese, disinteressato o propenso solo a copiare per vendere beh, non stupitevi se per lui mancherà la risposta. Sono fatta così. Chiedo scusa.

Come in tutte le cose, anche con i gomitoli non si finisce mai di imparare e io sono assetata di conoscenza. Mi sento piccola così davanti a un semplice gomitolo (lana, cotone, corda, non importa). Il gomitolo è un condensato di potenzialità inespressa o, se volete, di potenzialità espressa solo dalla superficie della sua materia. E tutto quel potenziale, signore e signori, scusate, ma ritengo sia molto, molto e molto più accattivante del tacere e del custodire gelosamente. In fondo, come ho sempre sostenuto: quando si tratta di gomitoli, tanto c’è da imparare, ma niente è nuovo. Il chiacchierino ne è un esempio.

Solo la fantasia, il cuore e le mani fanno la differenza. E come canterebbe qualcuno, “tutto il resto è noia”.

E spero di aver detto tutto. Ovviamente, se avrete commenti o critiche o pensieri difformi sapete già cosa fare. Alla prossima, Benben ❤

 

Apparizioni e sparizioni

Ora affronteremo assieme un argomento spinoso. Ho scritto assieme perchè sarebbe bello conoscere il vostro pensiero. Ho scritto spinoso perchè voglio vedere com siete messi a fantasia. E, per gli adulti si sa, la fantasia può rivelarsi il vero tallone di Achille…

Che in casa si aggiri un gatto magico di nome Merlino penso sia chiaro anche ai muri (mai avrei pensato di dedicargli così tanti post su quest’isola). Tuttavia quello che vado a narrarvi è qualcosa che fa ridere sia me che lui (lui, il mio lui e non Merlino). Ci fa ridere, ci stupisce e ci lascia immensa tenerezza.

I magheggi di Merlino stanno diventando delle piccole abitudini quotidiane. C’è persino chi mi chiede di intercedere perchè Merlino faccia un magheggio… vabeh… Ma la cosa insolita è che a parer nostro Merlino si stia evolvendo nella sua magia, acquistando familiarità con magie sempre più complesse.

L’altra sera, per esempio, mentre eravamo a cena, lui notava un certo silenzio da parte del nostro amico peloso. A quell’ora è solito farci compagnia o appollaiarsi alla finestra per guardare il tramonto. Effettivamente anche io avevo notato la sua assenza. Era un’assenza che balzava all’occhio.

Mi sono alzata e ho cominciato a cercarlo e a chiamarlo. Insolito fatto questo. Infatti, solitamente, basta muovere di un millimetro la sedia che lui spunta. Ma niente, di lui nessuna traccia. Nemmeno era nei suoi posti segretissimi (posti segretissimi in cui lui pensa di non essere visto). Al che ci sovviene un dubbio: “Non è che per caso è stata lasciata socchiusa la porta d’ingresso e lui è sgattaiolato fuori?”

Controlliamo lungo le scale e niente. Controlliamo sul balcone e niente. Allora spostiamo le ricerche nell’armadio, ma niente. Guardiamo sotto il letto e niente: solo pavimento. Lui e io ci guardiamo perplessi e con il cuore in gola e un pensiero negli occhi: “ODDIO ABBIAMO PERSO MERLINO!!!”. Ricominciamo a cercarlo facendo il percorso contrario e partiamo nuovamente da sotto il letto e… e Merlino è lì, in posizione sfinge che ci guarda sonnecchiando.

<<Ma trenta secondi fa non c’era!!!>> ci diciamo.

Non c’era proprio.

Si fa prendere in braccio. Controllo se tra il folto e morbido pelo non ci siano scaglie di scintille di magia. Lo guardo bene e gli chiedo dove cavolo sia stato. Come risposta ottengo un piccolo grugnito.

Ieri mattina la stessa identica cosa.

A questo punto mi sorge una domanda: ma non è che per caso Merlino si stia involontariamente allenando in magheggi di apparizione e sparizione?

A voi la fantasia… e alla prossima, ❤

P.S.: tutto quanto è stato sin qui narrato non è frutto di fantasia ma di fatti realmente accaduti.

Chiacchierino in musica

Finalmente posso mostrarvi un  piccolo lavoro richiestomi qualche mese fa.

Per degli insegnanti di una scuola di musica del mio paesello mi è stato chiesto di realizzare dei segnalibro a forma di chiave di violino.

“Che bella idea!” ho pensato. “Ma come faccio?” ho aggiunto subito dopo. Effettivamente un segnalibro deve essere un poco grandino, maneggevole e non spesso; e l’unica cosa cui pensavo immaginandomi una chiave di violino a chiacchierino era qualcosa di piccolo, poco maneggevole è sottile. Ciò non era cosa buona e giusta.

Tra una bomboniera e l’altra, quindi, mi sono messa a cercare in rete qualche idea, un appiglio da trasformare. Ma niente. Ciò che vedevo non riscontrava per niente il mio gusto e, soprattutto, ogni chiave di violino era, appunto, piccola, poco maneggevole e sottile. La cosa non andava bene e sull’onda dello scoramento iniziai a meditare di rinunciare all’ordine. Poi, però…

Poi, però… in una di quelle notti d’insonnia non infrequenti ecco la novità: il mio cervellino, restio a mollare la faccenda, cominciò a rovistare in un polveroso archivio (fece più o meno la stessa cosa che si fa quando si è alle prese con un trasloco. Sposta di qua, inscatola di là e ti salta fuori ciò che non pensavi mai di aver sottomano) e… Eureka! 

E così, armata di santa pazienza, e vari foroni alle dita sono nate loro:

Sette chiavi di violino realizzate con un fil di ferro capriccioso e tutte ricoperte, una per una, a chiacchierino, nodo dopo nodo:

Per me è stata un’impresa ardua, non facile. Infatti, vi è un punto nella chiave di violino, in cui le parti A e B di cui si compone ogni singolo nodo vanno invertite. Per non parlare di tutte lo volte in cui mi si è ingarbugliato il filo rendendo impossibile proseguire (tagliare e ricominciare è stato quasi un mantra). E se andava liscia subito, massima attenzione a far passare il filo nella parte giusta di ogni curva.

Inoltre, proprio perchè sono state realizzate completamente a mano, partendo dall’anima, nessuna è uguale all’altra. Sono tutte diverse. E personalmente penso che questo sia il loro pregio migliore (anche se non tutti lo capiscono eh..).

Per ogni chiave di violino mi sono divertita a realizzare sette cicciose nappine. I colori scelti dal committente sono stati rosso (amore, affetto, passione) e blu (come il cielo di notte in cui non ci si perde mai… è una mia libera interpretazione questa 😊)

Cosa ne pensate? Vi piacciono?

Un abbraccio e al prossimo gomitoloso post, Benben ❤

E ci risiamo

Sveglia puntata sulle 4:15.

Lui parte per lavoro. Starà via qualche giorno.

Mi sveglio con lui. E chi ci riesce a dormire?

<<Ti lascio in buona compagnia. Sai che non sarai sola, vero?>> dice mentre accarezza Merlino.

“Sì, lo so” penso.

E Merlno, bello vispo, pensa di non aver mai visto i suoi amici umani svegli così presto.

Alle 4:45, mentre il cielo si tinge lentamente di chiaro, il sonno mi fa ciao ciao e sparisce. Mi giro e mi rigiro nel letto. Merlino è rapito dal canto degli uccellini. Ed ecco che accade. Accade ciò che capita a chi scrive: cerchi sonno e trovi storie, parole, immagini. Il nastro del racconto si srotola perfettamente dentro la mente e davanti agli occhi. E’ come guardare un film.

“Non scappare via via. Rimani con me” penso e prego.

Mi alzo, prendo il pc, e poi ci ripenso: meglio il mio quaderno e la stilografica da due euro. Metti che il pc si impalli. E così inizi a scrivere. E quello che non riesci lo sigilli in un forziere di cui tu solo conosci la combinazione. E prima di chiudere, spuntano altre figure, il titolo, nastri di storie si ficcano in quel forziere mentale e ti riprometti “Appena supero queste faccende, giuro che vi riprendo tutti e vi racconto”.

Le faccende… Faccende di casa e, ancor di più, faccende extra domestiche che levano il sonno e la fame (troppo incasinate per essere narrate); faccende di gomitolo e messaggi a cui rispondere e ti riaprono ferite, perché l’amicizia è sacra e non viaggia mai a senso unico (ma anche questa è un’altra storia).

E poi c’è domani. Già domani: la presentazione del libro. E mi scopro stupida perchè ogni presentazione mi agita. Io che sembro sempre calma, sono in realtà sempre nervosa. Ma lo nascondo bene. Lo maschero sotto un sorriso e una gaffe e via andare.

La presentazione… Perchè sono fatta così alla rovescia? In fondo ci sono persone che non vedono l’ora di parlare e parlare delle loro opere. Io ho poco da dire rispetto a loro. Scrivo. Punto.

Tutto ciò che ho da dire è lì. Racchiuso sotto una copertina, distribuito in belle pagine. E so, giuro, lo so, che una parte di me vorrebbe tanto far capire agli altri cosa mi si agita nel cervello quando scrivo o quando ho in mano un libro (magari il mio), ma non ci riesco… Non ci riesco perché il mondo mio è così dannatamente e ordinatamente ingarbugliato che nessuno riuscirebbe mai a capire dove trovare il bandolo della matassa. E poi perchè la voce non rende le parole scritte, i pensieri. Ci vorrebbe un’altra voce. Ma quale? Se solo l’anima potesse parlare?! Mmiseria!!!

Non ci riesco perchè… penso sempre di essere nessuno. Scrivo per sopravvivere a me stessa e per necessità di respirare. Eppure mi fa male, tanto male quando le persone non capiscono questo. Perchè per molti se scrivi lo fai per un motivo: per arrivare un giorno a un best-seller.

Mi scompiscio dalle risate se mi associo a un best-seller. IO???

Non ci riesco perché… un libro è l’opportunità di fare un viaggio dentro una storia non tua. Può piacere o no. Qualcuno lo troverà banale, altri no. Qualcuno penserà “Ho letto di meglio”. Altri ancora lo cestineranno. Oppure ti prometteranno di acquistarne qualche copia per darti il cosiddetto contentino.

Non ci riesco perchè… penso sempre di non essere all’altezza. All’altezza di me stessa con cui combatto ansie e paure. All’altezza per gli altri. Paura di deludere… Perchè, come già detto, le parole non saranno mai capaci di descrivere i miei pensieri. Ci provano e se qualcuno li capisce, allora mi batto il cinque da sola. Se solo l’anima potesse dipingere, tutto sarebbe più chiaro. Mmmiseria!!!

Comunque, per la serie”L’avventua continua”, se siete in zona, o mi volete bene, o perchè mi sopportate, o mi seguite, o siete vicini e amate leggere o semplicemente perché vi riconoscete in una di queste categorie, comunico ufficialmente che Mercoledì 31 Maggio ore 18 ci sarà la presentazione del “cucciolo libro” presso il Caffè Letterario  dell’Arci Salardi del Quartoer Te a Mantova

Basta il semplice pensiero

E dopo queste paturnie, vi lascio con l’istinto di cancellare tutto. Ma come dice il saggio: “Quel che è scritto è scritto”. 

Al prossimo post, prometto gomitoloso. Benben<3