Cammeo in rosso

Tra le sperimentazioni di soutache e chiacchierino, dopo quello della settimana scorsa (qui), ho scelto un cammeo più grande (30x40mm): una rosa.

E una rosa io la penso rossa. Sull’onda di questo pensiero ho cercato di dare forma e sostanza a un’immagine:

Il modulo base, come potete notare, rispetto ai primi cammei è stato invertito. I riccioli, infatti, sono in basso e non più in alto. Due cristalli rossi richiamano il colore dominante della piattina esterna.

Il chiacchierino è sempre presente e, ancora una volta, racchiude una perla di fiume. Ma, in questo caso, il bocciolo sta per schiudersi.

 

 

Attorno, una costellazione di microscopiche perline che, come un manto di rugiada, avvolge la rosa. Le perline richiamano la piattina grigio dorata che fa da contrasto con il rosso.

Di questo cammeo sono particolarmente fiera. Mi è costato giorni di lavoro e dita martoriate. Ma, me lo dico da sola, ne è valsa la pena.

Chiedo venia per le imperfezioni e accetto suggerimenti per migliorare.

Nell’attesa, vi saluto e matassosamente vi abbraccio, Benben ❤

Credits photo: Alessia – Questione di focale (tranne l’ultima

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Cammei

Amo tutto ciò che profuma di prezioso e antico.

Amo i cammei.

Mai, però, fino a questo momento mi sono azzardata a gomitolarne uno. MAI! Poi, complice la curiosità, la volontà e un’amica bottoncina, Sara Bottoni, mi sono decisa e ho provato.

La prima cosa che ho dovuto e voluto imparare per dare senso agli amati cammei è stato apprendere o quantomeno provare ad avvicinarmi a una nuova tecnica, il soutache di cui Sara è maestra. Ci avevo provato due anni fa con scarsi risultati, perciò abbandonai e ritornai all’amore di sempre, il chiacchierino.

Poi avviene che, complice una domenica a pranzo con lei e i rispettivi lui, mi sono detta che forse era giunto il momento di riprovarci. Così, con la consapevolezza di avere una persona fidata a cui chiedere qualora lo scoramento avesse nuovamente preso il sopravvento, mi sono lanciata.

E dopo vari foroni con l’ago e mani tormentate, sono riuscita a dare un senso al primo cammeo (il mio):

Le piattine – scelte in nero e oro (mai scegliere il nero se siete al vostro primo tentativo da principiante… MAI!) –  sono state circondate con piccole onde a chiacchierino e swarovski in grigio e in nero. Il chiacchierino non poteva mancare ma, dopo questo primo tentativo,  non contenta delle dita forate, mi sono lanciata in una nuova avventura. Questa volta ho scelto un piccola damina:

 

Il modulo è sempre quello base per il soutache (non posso lanciarmi in arzigogoli senza prima impratichirmi un poco). La damina presiede uno sfondo grigio-verde. Così, per adornarlo ho scelto piattine dai colori tenui e intonati con lo sfondo. Ma, non contenta, ho passato una mattina e un pomeriggio (riassumo un giorno) per cercare di capire cosa inserire a chiacchierino e, soprattutto, come farlo. Per fortuna ho la testa sempre vagante! Infatti, mentre vagavo da pensiero a pensiero, da sogno in sogno, mi sono imbattuta in un’immagine fantasiosa della primavera e dei fiori in  bocciolo. Ed è così che è nata la voglia di avvolgere una perla di fiume, leggermente rosa, nel chiacchierino. Un filo dalle sfumature uguali ai colori delle piattine e due mezzi cristalli di differente luce hanno fatto il resto:

Imperfezioni? Sì ci sono. Ovvio. Nulla è perfetto. Ma la soddisfazione è stata enorme.

Vi lascio dicendovi che altri cammei mi aspettano. E detto ciò, vi ho già detto tutto.

Un matassoso abbraccio, Benben ❤

 

 

Credits photo: Alessia – Questione di focale (eccetto l’ultima foto)