Merlino e la pazienza

In questi giorni ho meditato tanto. Ho pensato al tempo che scorre e a quanta fatica si fa per stargli dietro. Poi, ho capito: ma perché correre? Cosa conta correre dietro al tempo? Se lo raggiungessi sarei più brava, migliore o scaltra? Mah…

Dopo quasi vent’anni mi sono decisa a mettere mano nelle cose di mio fratello; a toccarle e a spostarle da dove lui le aveva messe lì l’ultima volta.

Da tempo lascio decantare ogni racconto, bozza o gomitolosa creazione per trovare l’ispirazione giusta. L’ispirazione può richiedere o tempi biblici o attimi. Solo la calma la acciuffa e la tiene in pugno.

Da un anno un amico peloso mi aiuta a dividere il tempo. Non è tutto mio, il tempo. E’ nostro. Ho aspettato giorni, settimane e mesi e finalmente Merlino una sera mi si è acquattato sulla pancia. La prima volta.

Ho aspettato che passassero burrasche e ho lottato contro enormi mulini a vento prima di vedere un risultato.

Ho atteso minuti lunghi come le quaresime che discorsi pomposi lasciassero trapelare barlumi di sogni da acchiappare e, invece, tutto è rotolato verso domande di circostanza, banali e poco sentite…

E mentre aspettavo, mi sono trovata Merlino accanto. Le zampe conserte e uno sguardo d’attesa pronto a spiare ogni mio movimento. Uno sguardo paziente di chi vuol solo coccole.

E lì, guardandolo, capisco che correre dietro al tempo o aspettare che il tempo rallenti non serve a nulla. Mi muovo lenta nell’orbita di tanti sogni e lascio agli altri il tempo e la voglia di sprecare parole e spezzare piccoli sterili convenevoli. Perché chi davvero vuole le tue attenzioni sa aspettare. E io dell’attesa, mi permetto, ne ho fatto un’arte.

Annunci

Meteore

Era estate. Luglio o agosto credo. C’era caldo umido. Mago gatto Merlino si spalmava a terra mattonella per mattonella. Villa Buri si avvicinava. E il divano giallo accoglieva agitazioni e paturnie: “Riuscirò mai a ingrandire i miei due sogni più importanti?”; “Ma i sogni si possono ingrandire o sono già di per sè grandi?”; “Ma le persone capiranno la magia di questi fili?”

Ecco, mentre ero intenta a pensare tutto questo, mi accorsi, troppo tardi, di aver sbagliato la creazione di un orecchino. Ma era estate, c’era caldo, Merlino stava spalmato su una nuova fresca mattonella e Villa Buri era sempre più vicina e il lusso di rifare tutto per ogni singolo errore non potevo concedermelo. E così lasciai decantare quei nodi colorati sino all’indomani.

E l’indomani, quando giunse con il suo carico di caldo umido, mi portò una semplice idea, fatta di perline, swarovski e un tocco di fantasia. In un cielo azzurro umido nacquero le Meteore:

 

In rosso o in turchese…o in grigio…

 

 

 

 

 

… con perline, perle o swarovski questi orecchini mi sorprendono per la magia, l’improvvisazione e il caldo che li ha visti nascere.

Al prossimo gomitoloso post, Benben ❤️

Credits photo: Alessia – Questione di focale