Bon-bon


Quante volte mi capita di avere il cervello ingrippato su un particolare di un qualsivoglia modello e non riuscire a intravederne la via d’uscita…

Quante volte mi è capitato di sognare di avere la soluzione per ogni matassa, garbuglio o vatte la pesca cos’altro…

Quante volte, seduta al mio piccolo divano giallo, ho pensato di creare qualcosa di strepitoso…

E quante volte, innanzi a questo sporadico esempio di quante volte mi sono dovuta arrendere per mancanza di tempo, perdita di illuminazione (lampadina fulminata); insorgenza di altre incombenze: praticamente novantanove volte su cento.

Eppure, capita – perchè a volte capita – che mentre annodi un filo preso a caso e sei intenta a vagare e a esplorare con la mente altri pianeti su sconosciute galassie, le dita facciano da sole e scelgano loro forma, sostanza e componentistica varia. Ecco, in uno di questi momenti dissociativi dita-testa, sono nati loro: I Bon-bon

Perle di fiume, circondate da una costellazione di perline e pippiolini, servite su un vassoio bianco come sfiziose caramelle da indossare. Anche loro sono stati ammirati a Villa Buri. Personalmente, trovo che I Bon-bon siano un modello simpatico, apparentemente semplice, capace di strizzare l’occhio al sofisticato.Giusto per correttezza, preciso che il modello verde ha il ripieno di perla artificiale.

Orbene, vi saluto e vi rimanto al prossimo gomitoloso post. Un matassoso abbraccio, Benben ❤

Credits photo: Alessia Galli – Questione di focale

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