Merlino, magia e gelato

Che Merlino sia un amico peloso, appartenente alla famiglia dei gatti, penso lo sappiano anche le pietre.

Che Merlino sia portatore sano di magia – il nome non mente – si è accennato.

Che Merlino vada pazzo per il gelato non si è mai detto qui su N&G.

Ma andiamo con ordine e omettiamo il primo punto. Passiamo direttamente al secondo: Merlino, portatore sano di magia. Già ho avuto modo di dire e non dire su questo argomento, ma quando a sottolineare il particolare magico è lui che, da ingegnere fatto, ha una fantasia pari un decimo di punto sopra lo zero, mi lascia decisamente esterrefatta, piacevolmente esterrefatta. Accade, come ultimamente avviene che Merlino, quatto quatto, ha iniziato a impratichirsi nell’incantesimo Evanescenza. Credetemi: casa mia non è grande (giuro) e, armadi,  sottoscale e retro divano  giallo a parte, non ha particolari anfratti nei quali rifugiarsi. Eppure, tra queste quattro mura si respira della magia nell’aria. Ultimamente l’incantesimo sta assumendo una frequenza alquanto inquietante. Ieri sera, per esempio (anticipo che lui e io ci siamo guardati con un enorme punto interrogativo galleggiante davanti alla faccia e una sola domanda: “Come ha fatto?”).

E’ quasi ora di fare nanna per noi umani. Luce del comodino (il mio) accesa. Lui sta ascoltando gli omini che parlano in quella trasmissione televisiva in cui 24h si parla di calcio e io sto ultimando una lettura. Lui prima di spegnere la tv va a controllare dove si trova il nostro amico peloso.  E’ nella stanza accanto (leggasi laboratorio di N&G) che guarda fuori. Tutto normale. Lui ritorna a letto e chiudo il libro. La luce ancora accesa. E tengo d’occhio la porta della camera per vedere se Merlino viene a stare un pò in compagnia. Niente. Non vedo niente. Nessuna ombra. Poi, a un tratto, sentiamo dei piccoli sussulti provenire da sotto il letto. Da cittadina onoraria dell’albero di pero, la prima cosa a cui penso è “Oddio, il terremoto!” Poi un pensiero. Mi sporgo, sollevo la coperta e trovo Merlino che strizza gli occhi e viene a prendere una coccola.

<<Sto imparando a non pormi più certe domande>> dice l’altra metà serio. <<Ormai sono sempre più convinto che Merlino non sia solo un semplice gatto. Non è possibile. Se stai fermo e non lo vedi, puoi sbattere gli occhi e ritrovartelo accanto. Ciccio Pasticcio è davvero magico>>.

Merlino e il gelato è una novità e una scoperta. Ammetto che quando si parla di gelato senza averlo sottomano, Merlino inizia a leccarsi i baffi. La parola gelato la capisce molto bene. Ogni sera, all’ora di cena, Merlino lascia le sue esercitazioni magiche e la contemplazione del tramonto per venire a controllare cosa stai mangiando. Non ti sale sulle gambe. Non salta sul tavolo. Si allunga bene e ti guarda curioso. E fa così da quando ha scoperto casualmente l’esistenza del gelato. Ogni momento è buono per averne un poco. Certo, non tutti i gusti vanno bene.  Eh, no! Sarebbe troppo facile. Ama il gelato al cioccolato, al massimo con un pò di fior di latte. La crema la schifa un poco, ma in mancanza di altro una leccatina la da. La frutta la schifa totalmente. Comunque, quando è il gelato time (non tutti i giorni) prepariamo anche una ciotolina per lui. A occhio umano, la porzione di Merlino è davvero miseria, ma non ovviamente per il peloso: la punta di un cucchiaino da caffè è manna dal cielo. E lui inizia il leccaggio baffi. La meraviglia è rimanere a osservare quella sua testolina affondata nella ciotola. Ogni tanto la solleva, ti  guarda,  strizza gli occhi, si lecca bene e giù, in un nuovo affondo di gelato. Poi, come se niente fosse, il dovere chiama e ritorna alle esercitazioni magiche e alla contemplazione del tramonto.

Racconto semiserio (molto serio, poco semi) della vita in compagnia di un magico gatto, Benben ❤

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Liberty parte III

Ed eccoci alla fine di questa carrellata degli orecchini modello Liberty. E per sapere cosa è stato detto fino a questo momento, vi rimando ai due precedenti post qui e qui.

Certo è che con calma e infinita pazienza mi sono messa ad adornare, sulla falsa riga dei Liberty parte II, anche piccole margherite che, sempre su supporto romboidale di non facile taratura, mi hanno fin da subito regalato grande (tribolazione) soddisfazione. Le ho realizzate in grigio e in rosa antico. E per questo post ho scelto il grigio perla:

Adoro il grigio. Questo grigio. Delicato, prezioso ed elegante. E’ un gomitolo che vale oro perchè non ricordo in quale negozio è stato adottato e ho pure perso la sua etichetta con tutti i riferimenti utili (capite bene perchè vale oro, vero?).

Il filato, poi, è stato ulteriormente impreziosito con micro perline tono su tono. Ci sono, ma non si notano. E se non ci fossero, statene sicuri che mancherebbe qualcosa.

Infine, per chiudere i Liberty – per i quali sto già cercando pendenti et similia – vi mostro una versione che è appena stata adottata e nel mostrarveli chiedo anticipatamente scusa per la foto (lo so, è pessima, ma di più non sono riuscita a fare e mi stavo accingendo a impacchettare casa per via di alcuni lavori che stiamo facendo… chiedo scusa):

Questi sono stati realizzati su un modello simile a quello presentato nel primissimo post (qui). Simili, non identici. Per cui le variazioni le ho dovute improvvisare. Il filato è un ottimo filo in argento metalizzato, tre capi, ultra sottile e non DMC. Sì, lo so, dalla foto non si capisce. Ma vi assicuro che sembra di lavorare con della brina tra le mani. Ne sono nate altre due versioni in oro e oro arancio, ma per via dei lavori di cui vi ho accennato, non sono riuscita a immortalari.

Spero che vi piacciano e vi rimando al prossimo gomitoloso post. Di sicuro mi metterò a scrivere con calma alla fine di tutti i lavori. Però, se volete passare di qui sappiate che siete sempre i benvenuti, Benben ❤