Villa Buri 2016 – reportage


magia-in-villa-2016Ed eccoci al the day after.

Villa Buri – Magia tra fili e ricami 2016 – ha ufficialmente chiuso i battenti. E io mi ritrovo qui, davanti un a pc, con tutto da sitemare, a mettere insieme piccole pennellate tratteggiate su un taccuino nei tempi di tregua tra un’ondata e l’altra di visitatori. Pensieri schizzati per lo più sabato mattina ma valevoli anche per la giornata di domenica. Sono terribile, lo so… ma non ce la faccio a non spruzzare pensieri su pagine bianche. E’ più forte di me. Lo chiamo istinto di sopravvivenza.

“Da dietro il  piccolo tavolo, sprofondata in una trincea di nodi e fili colorati, lascio smarrire apparenti e distratti sguardi. Spie silenziose puntano e mirano inconsapevoli bersagli e tutto mi riferiscono: dettagli, profumi e pensieri. Le orecchie sentono, si abituano presto a udire i passi di polpastrelli sulla trina. Ed ecco la gente. Arriva. Tante donne. Pochi uomini, mariti o fidanzati poco importa. Camminano accanto o dietro a donne – mogli, fidanzate o amiche poco importa – impazienti, a tratti annoiati o semplicemente innamorati devoti col portafogli in mano. Ma le donne… Ah le donne!

Ci sono donne di “tutti i gusti + 1”. Donne che non sanno un’acca o che non capiscono la basilare differenza tra un ago e un gomitolo (il che equivale a un’acca). Un chiacchiericcio – il loro – colorato da labbra rosse o color pesca, mosso da dita ingioiellate pronte a toccare tutto. Donne arcigne, severe, ritte come fusi e capelli in piega; l’occhiale – nero catrame – pronto a scendere sul labbro (rosso vermiglio) e un occhio truce che trapassa pure il marmo. Donne con la voglia o la svoglia e il non sapere dove andare o da che parte iniziare. Donne convinte di sapere, convinte e perse nei loro macroscopici errori da non vedere la differenza tra il chiacchierino e l’uncinetto; convinte di trovarsi innanzi al tombolo di Offida o a macrame “americano” (domanda: esiste pure il macrame americano? Ma il macrame non batte bandiera universale del macrame?). Donne radical chic, donne semplici o semplicemente curiose e sorridenti. Donne che ti studiano prima di parlare o ti schifano solo per stanchezza. Donne confuse in “tutti i sensi + 1”: chi in sottoveste, chi con una maglia di piagiama sopra un jeans, chi non sa se aver freddo o caldo, chi non sa se tenere i capelli rosa o biondo/bianco con punte di nero –  Andy Warhol style – o con collane che paiono trapunte o diamanti grezzi provenienti direttamente dalla miniera dei 7 nani. Donne attente e studiose che fissano tutto cercando il bandolo della matassa in ogni lavoro, o l’ago in un pagliaio, o persino le impronte di ragno su pizzi preziosi. Donne profumate di vaniglia o stucchevolmente passate in una boutique a rapinare un malcapitato manichino super glamuor. Donne non abituate a lavorare che nulla (peggio del non capir un’acca) sanno e capiscono di quanto tempo, amore e passione si cela dietro un semplice nodo. Donne e ragazze vamp, barboncini al seguito e l’occhio sui bottoni a chiacchierino. Donne che passano silenziose e poi passano ancora e ancora e ancora, come onde in risacca, sempre più vicine e sempre più spumose. Donne che ti chiedono e vogliono sapere e si confrontano e ti fanno domande e ti bombardano di domande e guai se non rispondi. Donne che ti ringraziano e bevono a bocca aperta la storia del chiacchierino e ti ringraziano ancora perchè non sapevano. Donne finte interessate che vanno in avanscoperta con l’amica e studiano e confabulano con mano davanti a labbra (di rosso scarlatto) mentre il tuo rimpianto va al chiacchiericcio sommesso e nascosto dal ventaglio delle dame di corte… ahhhhh… Donne che spiegano e trasudano tutta la loro saggezza e conoscenza a mariti, inconsapeveli presenze con mani intrecciate dietro la schiena. Donne incerte sul colore: <<Meglio il rosso, il verde o il nero? Facciamo rosso. Naaa… rosso è il mio colore preferito e ho tutto rosso. Allora il nero… naaa… meglio il rosso. E se provassi il verde?>>. Donne piccole, minute e deliziose. Donne distratte che vogliono acquistare pezzi del tuo allestimento e cade un mito quando capiscono che il tulle non è in vendita. Nonnine eleganti, profumate di borotalco come la mia nonna che si stupiscono di vedere il chiacchierino e di vedere che è una “giovane” a farlo e ti ringraziano e ti ammirano perchè loro hanno imparato dalle suore o dalle loro nonne <<E tu? Hai imparato da mamma?>>; lo stupore e la meraviglia sui loro volti quando spieghi di come la curiosità e la passione ti hanno spinto a imparare da sola ti spiazza e ti scalda l’anima e lo spirito, e pensi “Sarà pure faticoso ma io questa strada  in salita la voglio percorrere tutta quanta” mentre loro, le nonnine, ti dicono <<Perchè adesso non c’è nessuno che fa queste cose. Siete in pochi e dovete insegnare>>. Ma alle poche che vogliono imparere si contrappongono le donne che preferiscono, all’impegno da profondere nell’apprendere una piccola arte antica e preziosa, o il cinese-style  o la facilità e la velocità del chiacchierino ad ago (e lì è un’altra storia). Donne belle e solari che ti domandano se possiamo darci del “Tu” e mmmmiseriasantasìsepossiamo!!! Ma su tutte le donne, trionfa lei,  l’unica che ha decantato (con una sicurezza tale che se non avessi realizzato io quel pizzo le avrei pure creduto) la bellezza di un pizzo a tombolo tutto intrecciato con i fuselli mentre il marito – santo, santo, santo, subito! Osanna!!! – tra il riso e lo sconcerto la correggeva spiegandole il chiacchierino. Brav’uomo a cui, spinta da un improvviso moto di perpetua gioia a riconoscenza, ho stretto la mano, mentre la moglie, con le pive nel sacco, mormorava ancora incerta: <<Ma davvero non tombolo? Eppure ne ero convinta>>.

Donne… donne davvero e donne di “tutti i gusti+1” e io non posso tacere di questo spettacolo della natura. Ne faccio parte. Ne sono orgogliosa… ma per la santissima di quella pazienza i “tutti i gusti + 1″ sembrano non finire mai!”

 

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5 thoughts on “Villa Buri 2016 – reportage

  1. Che bell’articolo !!! Curato nei particolari e molto descrittivo. Mi sembrava di essere lì con te e ti strizzavo l’occhio x il divertimento.Anche a me piace visitare fiere e mercatini e osservare la gente con occhi distaccati,magari li frequentano solo x passare il tempo . Torno a casa soddisfatta x gli acquisti ,delle chiacchiere scambiate e arricchita dalla varietà del genere umano.
    Un bacio Nancy

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