Il suo primo mese…


Ed eccomi qui…

cop1

Eh già, la piccola creatura è quasi arrivata al suo primo mese di vita. E ciò, come si suol dire, mi fa strano.

Rettifico: più che strano, vivo di imbarazzo. Ehhh sono fatta alla rovescia, si vede. Mi imbarazza la curiosità delle persone che, conoscendomi, mi domandano se sono contenta, di cosa narra il libro, dove lo si può acquistare e che effetto fa e cose così… E se uno non mi conosce può pensare che la cosa mi “schifi”, in realtà ne sono intimorita.

Ecco posso dire che in questo primo mese ho notato curiosità, sì, quella sì che, però, deve convivere con il mio costante timore. Ma andiamo con ordine.

I primi a essere stati curiosi sono stati i miei genitori che nulla sapevano del risultato finale o delle modifiche. Mia mamma, per esempio, è rimasta a bocca aperta quando ha visto uno dei protagonisti in copertina (definirlo uno dei protagonisti è assai riduttivo, in quanto è l’ambasciatore del mondo gomitoloso in cui vivo). A seguire c’è stata la curiosità degli amici che già mi tartassavano con domande tipo: <<Ma allora, quando esce? Sai qualcosa? Appena sai fammi sapere… >> etc etc. Attualmente, invece, noto la curiosità di chi non vede l’ora di venire alla presentazione (<<Voglio venire a tutte le presentazioni che farai>>) o di chi mi dice: <<Ma se io acquistassi prima il libro potrei venire alla presentazione con cognizione di causa e magari fare una domanda, giusto?>> Oppure la curiosità di chi vorrebbe sapere di cosa parla ma subito mi dice: <<Non dirmi niente, non dirmi niente che devo scoprirlo da solo>>. Ovviamente io me la rido, ma – come accennato – vivo con il timore di venir troppo… analizzata, passatemi il termine (della serie… parlare seriamente di me, mi causa quella strana sensazione di voltarmi dall’altra parte per capire di chi si sta parlando. Più o meno la stessa sensazione di quando la gente mi chiama Avvocato. Uguale uguale).

Lo so, lo so… sono paturnie, ma è così. Penso che scrivere sia prima di tutto una valvola di sfogo, un’ancora di salvezza che getta l’istinto di sopravvivenza. Penso pure che scrivere serva a dar forma a un mondo – di cui solo noi deteniamo le chiavi – e invitare la gente a entrarvi. Ma questi sono solo pensieri arruffati di chi (la sottoscritta) non sta mai ferma e gira con un notes per gli appunti; pensieri di chi apre il libro e leggendo la prefazione e l’incipit pensa: Non mi par vero d’averlo scritto.

Ecco, dopo quasi un mese, un riassunto “dettagliato” delle emozioni che m’agitano dentro. Quindi non mi rimane che augurarvi una serena lettura e non abbiate timore di venire alla presentazione – quando sarà – “preparati”. Nel frattempo, per venir preparati, ripeto dove poter trovare il libro. A Mantova lo potete trovare presso la Libreria Di Pellegrini o presso libreria IBS. Se non siete di Mantova, potete ordinare  il libro presso qualsiasi libreria. Non siate timidi.

Un abbraccio e al prossimo gomitoloso post, Benben ❤

 

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