Una lettera…


Ieri pomeriggio ho iniziato a scrivere un articolo gomitoloso per presentare un nuovo paio di orecchini. Mi sono sentita un peso sull’anima. Le parole non uscivano o, se uscivano, non si connettevano bene le une con le altre. Così ho rinviato alla sera.

Alla sera, lui ed io, seduti a tavola per la cena, parliamo di noi, delle nostre giornate, ma una voce bella e impostata ci ammutolisce. Gli occhi vanno verso la TV e lì, in silenzio, ascoltiamo una lettera, questa:

«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa.

L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio».

Antoine Leiris (sua moglie è rimasta uccisa negli attentati di Parigi).

Dopo questo cosa c’è da dire?

Ho guardato lui. Gli occhi gonfi e pieni di lacrime. Le posate sul piatto. La sua mano sulla mia. L’incapacità di parlare. Il silenzio e il cuore pieno di emozioni.

Queste tragedie immani frutto di bestie che uccidono per un Dio ci travolgono e ci sconquassano le anime come panni stesi al sole sferzati dal vento. Io non sono nessuno – ripeto: nessuno – eppure quando sento la presunta legittimità per la quale queste bestie uccidono provo non odio. NO. Ma pena, una profonda pena per l’umanità persa. Un dolore profondo che mi stritola lì, in quel punto profondo, dove il cuore è congiunto all’anima. Non sono uomini. Non lo sono più. Eppure una madre li ha messi al mondo. Nessun uomo dovrebbe provare gioia ed esultare davanti a questo orrore. E nessuno dovrebbe giustificare questi eccidi in none di un Dio che ci ha fatti a sua immagine e somiglianza.

Ogni mattina, da venerdì a questa parte, avverto tristezza, dolore e morte. I sorrisi che mi vengono regalati o strappati sono luce e speranza. La speranza per la pace, per l’armonia e per la riconciliazione. Voglio credere in un mondo migliore, in un’umanità che è umanità, in mani tese pronte ad aiutare gli altri. Voglio sentire il calore di un abbraccio e avvertire l’intesa nascosta dietro sguardi complici di persone che si amano. Voglio credere e sperare con la stessa forza con la quale ogni primavera spuntano, sugli alberi, i germogli delle prime foglie verdi.  Voglio credere nella forza degli occhi curiosi di un bimbo. Voglio sentire, ancora, le gote accendersi di timido rossore davanti agli imbarazzi della vita…  Voglio semplicemente vivere qui e nel mondo, negli occhi degli amici, nei sogni miei ed in quelli condivisi. E nemmeno penso sia un azzardo pensare questo. Non può esserlo.

Sarà per questo o sarà perché questa mattina ho fatto colazione con lui. Ancora una volta i nostri occhi si sono riempiti di lacrime nel leggere la lettera di Antoine Leiris. Sarà per la forza delle sue parole che prendo il coraggio di condividere questo piccolo pensiero.

Se provate odio, non leggetemi. Ma se siete giunti fin qui, qualcosa avrete letto. Ed allora dico: non commentate. Lasciate un cuore, se volete. Tanti cuori… se volte, se vorrete.

Ora la vita riprende.

Annunci

8 thoughts on “Una lettera…

    • Esattamente… infatti proprio mentre scrivevo questo articolo, ho fatto una pausa. Ho controllato le mail e ho visto il tuo post. Non si può davvero scrivere d’altro. E lui con gli occhi pieni di lacrime…
      Devo ritrovare l’equilibrio smarrito.

  1. Voglio ringraziarti x ciò che hai scritto.
    Parole di piombo… che vanno dritto al nostro cuore lacerandolo.
    L’amore è qualcosa di troppo nobile x questi
    bastardi.
    Cento e mille cuori per un uomo con un anima così grande.
    Ciao Nancy

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...