Alessia, io, i nostri lui e i runners


Articolo semi-serio di una bella giornata

Premessa

Domenica 25 ottobre, nel piccolo paese della bassa mantovana, era giorno di sagra. La pungente aria autunnale accarezzava i colori dorati degli alberi. Al Mulino – non quello di Banderas!!! – il risveglio, coccolato da un’ora in più di sonno, avveniva sotto gli echi dei primi cacciatori. Un pensiero furtivo accompagnò la mia presa di coscienza del “Dove sono? Che ora è? E’ tardi!”: <<E se oggi ci impallinassero?>>

***

Tre cose bisogna tenere bene a mente per leggere questo articolo:

1: Non mi hanno impallinato.

2: “In quanto donna sono investita del diritto di lamentarmi continuamente del mio aspetto”. Ed effettivamente, testimone lui, lo faccio quotidianamente: le cosce, le gambe, il sedere, la pancina, il girovita… tutto di me è costantemente oggetto di critica. Ogni giorno mi esamino ed ogni giorno mi pongo un obiettivo da raggiungere. Ringrazio d’essermi imbattuta nel Nordic Walking e ringrazio i miei muscoli per reagire ai vari chilometri di camminata tecnica con dolorini vari: grazie addominali, grazie glutei, grazie… grazie di cuore a tutti. Vi amo. E, anche se vi critico, non fateci caso. Vi amo e basta.

3: “Io sono in forma. Tonda è una forma”. Sì. Io sono in forma. Non sono pelle e ossa. No. Sono ossa, pelle, muscoli e carne. Aggiungi un pelino di anima ed il gioco è fatto.

Tuttavia l’essere in forma ed essere donna con tutti i diritti che ne conseguono non mi impedisce di cercare e percorrere la via del miglioramento senza stravolgere le fattezze e le forme di cui madre natura mi ha dotata. E’ per questo che mi piace macinare chilometri in solitaria o in compagnia, sentire il lamento dei muscoli e circondarmi degli amici quando decido di concedermi un momento di conforto, magari con un comford food. Ed è per questo –  ricerca del benessere fisico e mentale speziata da un’ottima compagnia – che nel giorno di sagra, assieme ad Alessia ed ai nostri rispettivi lui ho intrapreso il percorso dei 12Km della Camminata delle Valli.

Alessia, io e i nostri Lui

12 è un numero come tanti. E’ più di 6 e meno di 20 (corrispondenti agli altri due percorsi che ogni anno la Camminata delle Valli propone), ma è comunque una piccola sfida. Ci sono persone che affrontano queste sfide correndo, altre camminando. Sinceramente non so esattamente dove pormi. Infatti, fare Nordic Walking (da troppi non compreso) non significa semplicemente camminare e, di per sé,  non è una corsa (anche se la si può fare). Inoltre, se aggiungo che ho sempre avuto piccoli problemi a un ginocchio fagiolino (il sinistro) e vedo la corsa come assai traumatica, nemmeno posso definirmi una runner. Eppure, un pò per la compagnia  e un pò per mettermi alla prova, sto, con Alessia, provando a fare come il bambù: piegarmi a questa disciplina, il running, in italiano la corsa. Una realtà, quest’ultima, sempre sfiorata con lo sguardo, a volte con ammirazione e, forse, con l’inconscio desiderio di farvi, un giorno, parte previo raggiungimento del cosiddetto stato Nirvana: il momento partire dal quale, spezzato il fiato, è possibile correre da un confine all’altro, da un oceano all’altro come Forrest Gump.

Con la consapevolezza del fatto che sarà uno studio che mi richiederà tempo, ho affrontato i miei 12Km con ottimismo e un buon passo, un valido compromesso tra la mancanza dei bastoncini da Nordic e la non corsa. Ed in questa piccola sfida, macinata tra le strade basse del mio paese ed i sentieri di campagna, tante gambe, tanti passi mi hanno raggiunto, affiancato e passato. Essendo donna – per alcuni un pelino stronza –  avendo un buon paio di occhi ed un naso alquanto difficilino è venuto da sé, spontaneamente, creare, con Alessia le nostre personalissime categorie dei runners: eroi sudati che fanno di ogni passo, di ogni sgambata, di ogni goccia di sudore un monumento ai muscoli, alla resistenza fisica ed al proprio “ego”. Sono 10 (leggasi d-i-e-c-i) e procedo con sarcasmo a descriverle:

L’arrancatore

Chiamasi Arrancatore colui il quale non ha preso coscienza dei propri limiti e delle proprie forze. Sistematicamente, il soggetto che arranca si prefigge traguardi a lunghe distanze senza tener conto di quanto realtà e fantasia spesso non coincidano. Solitamente, dopo i primi 500mt il passo, dapprima agile e svelto, diviene pesante. Le ginocchia martellano su caviglie che paiono cedere e l’iniziale eleganza diviene scompostezza in movimento. Di norma l’arrancatore si trova appena dietro ad un compagno che o, come lui, arranca, o, al contrario, procede in scioltezza. In entrambi i casi,  l’arrancatore tende a parlare, fiatando frasi o impostando discorsi d’importanza giusto per palesare il suo essere totalmente a suo agio.

Il Domopack

Il Domopack è colui il quale vive ogni sforzo fisico con la costante necessità di  sudare oltre il normale. Si ritiene che sia possibile individuare in questa categoria un amante delle saune e delle temperature caldo/umide. Nella stragrande maggioranza dei casi, il soggetto in questione indossa cinture o panciere che facilitano e aumentano la sudorazione a scopo dimagrimento. Tuttavia, è possibile che il soggetto abbia l’ardire d’indossare come vere e proprie canotte, presupponendo il medesimo effetto, borse in plastica tagliate sul fondo. Abitualmente il soggetto corre da solo e denota, comunque, un’andatura spedita e fluida.

L’Improvvisato

L’Improvvisato è un corridore anomalo. Solitamente è portato alla camminata ludica. Tuttavia, non mancano le occasioni in cui, in preda ad un inaspettato vigore fisico e stato d’euforia, il soggetto decide di lanciarsi in brevi corse accompagnate, fin dai primi dieci passi, da fiato corto, piccoli crampi e statico sorriso di compiacimento per lo sforzo ed il miglioramento (rispetto a cosa ancora lo si deve capire). Colui il quale s’improvvisa runner nella maggioranza dei casi non è mai da solo.

Il Puzzolatore

Per questa categoria, il nome è molto indicativo. Il Puzzolatore è quel soggetto dedito al running che possiede un orto di cipolle sotto l’ascella. Non gli si imputa alcuna colpa, ma…, My God!!!, pure in campagna, all’aria aperta, non sai da che parte voltarti se non buttarti in un fosso!

L’Ammiratore

Il runner Ammiratore può appartenere indistintamente a ciascuna delle categorie sopracitate. Descriverlo è molto semplice: è colui il quale passa, si volta e guarda. Guarda chi? Ma noi, no?! Che domande!!!

Molto bene… se siete giunti fino qui, ora dovete seguire Alessia e leggere le categorie restanti a questo link 🙂

P.S.: per dovere di cronaca e narrazione, i 6Km non li abbiamo – neppur di striscio – tenuti in seria considerazione ed i 20Km, invece, sono stati scartati a prescindere, con un inaspettato ritorno di fiamma alla fine, quando Alessia ha esordito con: <<Il prossimo anno facciamo i 20!!!>>

Alla prossima e, mi raccomando, sempre in forma ❤

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4 thoughts on “Alessia, io, i nostri lui e i runners

  1. Sono morta dalle risate :D.
    Brave ragazze! Avete fatto una fantastica tassonomia! Io mi piazzo nella categoria “arrancatore”, però dovete aggiungere per me la categoria “tecno fluò”. W la Caminada de le valli 🙂

    • 😀 ohhhh J che bello sapere d’averti divertita. Noi ci siamo sbellicate e penso che se un giorno faremo la 20km le categorie potrebbero aumentare…
      Tu sei e sarai nella categoria Tecno-fluo di prossima definizione. Non credo proprio che tu sia un’arrancatrice 😀

    • Grazie Stravi!!! Che bel complimento!!! Grazid, grazie di cuore! Il mio piccolo intento era proprio quello di divertire allo stesso modo in cui mi sono divertita io a scriverlo. E poi, amo scrivere, sono a mio agio nero su bianco che non a voce.
      Mi hai reso felice, Stravi, grazie grazie grazid di ❤
      Un grande abbraccio

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