Penso che il cielo è sempre blu


Oggi è un’altra giornata delle mie; una di quelle in cui hai voglia di condividere qualcosa di te, con la consapevolezza che, probabilmente, agli altri (cioè a voi) potrebbe fregare un cosiddetto “cippa-lippa”.

E’ che lo spunto me lo ha dato La Giò la scorsa settimana, quando tramite Whatsapp (o come lo chiamo io “Uozzapp”), mi ha inviato una slide dei Peanuts, questa:

Snoopy

La conoscevo. L’ho amata dal primo momento in cui l’ho vista e letta. Sui social e in rete gira assieme a tante altre esilaranti. Non so voi, ma adoro questo brachetto e tutto il mondo dei Peanuts. Appena vista, mi sono ripromessa di dedicarle un piccolo spazio su quest’isola nuvolosa e molto gomitolosa; in questo spazio tutto mio in cui scrivo, vivo, ricordo, condivido e scarabocchio pensieri arrotolati sulle dita.

Chi mi conosce lo sa che la scelta di mollare l’avvocatura non è stata affatto facile, semplice ed indolore. Tutto il contrario.

E’ stato un passaggio dolorosissimo, moralmente, psicologicamente e fisicamente. E chi non ci è passato, non può capire.

A distanza di tre anni posso, con apparente tranquillità, guardare il tutto dall’esterno, come se la cosa non mi riguardasse e provo, spesso da sola, spesso con lui, a fare le considerazioni del caso. Sì, perché il tempo passa ed io con lui, ma certe scelte ti rimangono sempre lì, davanti al naso e, anche se non vuoi, il naso ce lo sbatti contro e allora pensi.

Io ci penso, ci penso quando vedo questa vignetta o quando vedo i miei colleghi (sì, perché per me rimangono sempre tali) e amici. Penso alle mancanze, alle capacità ed ai difetti di ciascuno. Penso a ciò che mi ha portato a fare l’avvocato e al sudore versato per arrivare a conquistare il titolo. Il TITOLO. Penso al diritto che conoscevo e conosco (anche se ora alcune nozioni sono smarrite), alla giustizia e al Tribunale – luogo che mi metteva sempre un sacco di ansia e paura – con le sue aule piccole, sovraffollate e caldissime. Penso alle cancellerie e alle tesserine per le fotocopie, alle marche da bollo ed ai soldi sempre contati e spesso in difetto. Penso alle scale e all’omino dell’ordine degli avvocati: un elfo degno della Gringott (cit. Harry Potter). Penso all’inutilità dell’apparenza e di quelle belle parole che si sprecano in certi frangenti. Penso agli abiti ed ai sorrisi smaglianti, ai sigari ed ai gemelli sui polsini. Penso alla sostanza di un atto, alle dettagliate conclusioni e domande riconvenzionali. Penso anche agli errori madornali di certe citazioni lette e all’assenza totale di punteggiatura ad eccezione del punto finale. Penso alla gentilezza di certe cancelliere e alla maleducazione di tanti. Penso alla voglia di cambiare in meglio le cose ed aiutare le persone. Penso alla scadente e banalissima politica “causa che pende, causa che rende“. Penso anche a tutti coloro che, parruccati, da dietro alti scranni hanno deciso che il non guadagno (o minimo guadagno) è testimonianza del non esercizio continuativo della professione: a loro va il mio ironico grazie. Penso al senso di smarrimento dei praticanti e provo tenerezza. Penso a tutte queste cose e a tutte le parole dette e sentite. Penso che se non sei squalo non potrai mai essere predatore; e che se non sei né squalo né predatore potrai sempre essere gentile. Penso ai complimenti di certi giudici e mi gongolo un poco (fiero ricordo): allora non facevo così schifo. Penso ai caffè nei bar ed ai discorsi di strategie calcistiche e di tornei da organizzare. Penso alle code dagli Ufficiali Giudiziari e in posta. Penso ai colleghi volati via troppo presto, alle loro parole ed ai loro sorrisi. Penso alle ore trascorse dietro una scrivania, su fascicoli, immersa in ricerche per acchiappare il boccino d’oro (cit. Harry Potter) e dare una svolta al caso. Penso alle cene di studio ed ai sorrisi. Penso alle “bestie” più dolorose ed odiose che ho dovuto affrontare negli esseri umani: ipocrisia – indifferenza – egoismo. Penso alle lacrime versate ed alle paure di non essere mai all’altezza: io ero e sono all’altezza. Penso ai convegni ed ai crediti da racimolare per testimoniare lo status di Avvocato che si sta formando e specializzando. Penso a tutto e a tanti. Penso a questo senso – ancora – di apparenza e mi domando: dove sta la sostanza?

Avevo bisogno di sostanza. Quella vera, quella palpabile. Avevo bisogno di sapere che potevo, nella mia piccolezza, fare davvero qualcosa vuoi con i miei sogni, o fili, o gomitoli, o pensieri scarabocchiati qua e là. Avevo bisogno di sorrisi e gentilezza. Di cortesia e moralità. Avevo bisogno di silenzio e verità, da me stessa e dagli altri. Avevo bisogno di scrollarmi via di dosso quel senso di apparente utilità di cui mi ero fatta rivestire. Avevo necessità di capire tante cose e di qualcosa che prescindesse dal “dio denaro” e rafforzasse ciò in cui ho sempre creduto e credo: l’umiltà, la volontà, il rispetto, la voglia di fare, la passione per ciò che si fa e il coraggio di chiedere scusa. Forse sto ancora cercando di capire molte cose. Alcune le ho apprese, ma altre – ahimè – no. Ma la ricerca continua ed una cosa rimane certa e salda: in fondo… il cielo è sempre blu!

❤ Benben ❤

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6 thoughts on “Penso che il cielo è sempre blu

  1. Io faccio parte di quel mondo solo di striscio. Assisto come pubblico a tutta la preoccupazione che suscita la necessità di apparenza di quella particolare classe sociale. E secondo me la più coraggiosa sei stata tu. Ok, hai mollato una professione per la quale hai studiato (e sudato) un sacco, ma la tranquillità che hai oggi credo sia impagabile. Hai scelto di essere te stessa, non curandoti di quello che la gente avrebbe detto o pensato. Hai compiuto una scelta che molti di quelli che ti hanno criticato non avrebbero mai il coraggio di fare.
    Per me hai stravinto! 👏🏻👏🏻👏🏻

    • Ma caraaa… ❤
      Non so se ho stravinto o che. Ma una cosa so. Molti mi hanno detto che hanno invidiato questa scelta. "Invidiare"… pensa che parolone. Rispondo sempre che non c'è nulla da invidiare. Semmai bisogna trovare il coraggio di farlo e di assumersene tutte le conseguenze. Posso solo dire, oggi, che in fatto di serenità ho guadagnato molto. Una serenità mia, interiore ed intima. Una serenità che non scambierei né cambierei MAI. Preferisco faticare da sola, con le mie manine ed i miei sogni piuttosto che farlo in un ambiente dove devo tramutarmi in squalo quando ho la consapevolezza di non possedere nemmeno un suo gene. Sono libera e sono sempre con la testa tra le nuvole. Ogni tanto casco e mi faccio male, ma, almeno, sperimento tutto da sola, senza sovrastrutture e senza la paura di mostrarmi per ciò che non sono. Forse sono fuori di testa, ma va bene così… credo. E nel cercare di capire molte cose continuo, inesorabilmente, ad andare avanti tutta e sempre contro corrente… yeahhh 🙂 ❤
      Un bacione grande così… ❤

  2. Dolcissima Ben
    Ho letto con attenzione i tuoi pensieri e condivido il tuo credo.
    Meglio dare un calcio a tutto ciò che ci porta troppo lontano
    da noi stesse. Aggiungo una mia considerazione…. proprio
    per essere fedele ai tuoi principi tu oggi sei una grande donna.
    Scelta dolorosa la tua. ma almeno il mondo esterno non è
    riuscito a cambiare il tuo, fatto di semplicità e di cose vere.
    Quando guardo il cielo blu mi sento libera, leggera, serena e sorrido
    sperando che anche gli altri provino le stesse emozioni
    Ciao da Nancy

    • Grazie Nancy ❤
      Grazie per condividere il mio piccolo pensiero nuvoloso. Anch'io quando guardo il cielo blu mi sento come te. E anche con i gomitoli colorati mi sento libera e felice. Spero sempre con tutto il cuore che anche gli altri possano, pur nei dolori e nelle difficoltà che la vita riserva, trovare lo spazio, un minuto, per guardare il cielo e sentirsi felici ed emozionarsi.
      Un abbraccio forte, ❤ ❤ ❤

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