Socks Time: Amiche Uniche


Ciaooooo ragazze… 🙂 ❤

Già rido nel presentarvi, anzi, nello scrivere questo post.

Comunque, bando alle ciance. Lo scorso 5 settembre, in occasione del Festival Letteratura organizzato nella mia città – Mantova – non ho potuto ignorare l’evento-laboratorio con Emma Fassio (se non la conoscete date un’occhiata al suo blog qui o qui; se preferite, potete andare anche sulla pagina FB di Emma qui). Era un’opportunità preziosa non solo per chi la segue come me, ma anche per tutti coloro che sentono il sacro cuore della maglia bruciare dentro. E così, emozionata come una bimba al primo giorno di scuola, mi sono presentata a questo evento dedicato alle calze ed alla lavorazione col gioco di ferri (una lavorazione, questa, che mi ero prefissata di imparare… E’ il caso di dire che Emma “mi è caduta a fagiuolo”). Non avendo mai partecipato ad un laboratorio di maglia, sapete cosa vi dico? Che mi sono divertita tantissimo. E’ stata una bellissima esperienza, rilassante, gioiosa, decisamente gomitolosa. E’ più facile anche conoscere persone nuove e fare amicizia. Spero davvero di poterla ripetere e, in questo piccolo spazio, saluto Cristina e Luciana (o Giuliana) che erano al tavolo con me (una era di Trieste e l’altra di Milano). Chissà… spero mi leggano o che il mio saluto riesca a raggiungerle 🙂 ❤

All’ingresso della terrazza nel Chiostro di San Barnaba, abbiamo ricevuto tutte (il laboratorio era per 22 persone) una borsa contenente: due gomitoli, una confezione di ferri (per la lavorazione della calza) ed il pattern Amiche Uniche (potete trovarlo anche su Ravelry, qui). Sui tavolini, poi, abbiamo trovato questa foto:

5 settembre 2014

Questa foto è importante perché, in un certo senso, spiega il motivo per il quale è stato scelto da Emma il “progetto calza”. Ricorrendo, infatti il centenario dallo scoppio della prima guerra mondiale, si è scelto qualcosa che ne ricordasse l’evento. Durante la Grande Guerra, infatti, non era insolito che i soldati feriti lavorassero ai ferri, preparando le calze per coloro che erano al fronte. Di certo, vi posso dire che la foto e l’immaginazione fantasiosa con cui cercavo di tornare a cento anni fa mi hanno colpita e, in un certo senso, commossa. Ma torniamo al progetto… 🙂

Seguendo lo schema, la lavorazione ha avuto inizio (un’amica carissima, vedendo questa foto, mi ha chiesto se fosse una colorata tenda sioux, il cosidetto tepee 🙂 ):

Calze Amiche Uniche inizio lavorazione

Poi, poiché era praticamente impossibile per una comune mortale riuscire a completare tutto lì, ho continuato a casa. Qui, interrompendo – come spesso mi capita – il lavoro per completare altri progetti, nonché per lavori inerenti la casa-bucato-pulizie-spesa etc…etc…, ho iniziato a trovare le prime difficoltà nella lavorazione del calcagno e del tallone. Ma – perché c’è sempre un ma – Emma è stata gentilissima e carinissima nel risolvere e sbrogliare via messaggio i dubbi gomitolosi.  Così, dopo aver visto la luce e capito dove mi perdevo (non in un bicchier, ma in un cucchiaino d’acqua), sono riuscita a completare le mie coloratissime calze:

Calze Amiche Uniche

Rispetto allo schema, ho preferito diminuire i giri della lavorazione della gamba. Così, da un bel gomitolo “Socks di Lana Gatto” sono riuscita a far uscire due calzini simpaticissimi (solo il primissimo nato presenta una piccola imperfezione nella cucitura, ma il secondo è perfetto… viva la sincerità!!! 🙂 )

Calze Amiche Uniche particolare della lavorazione

In questa foto ho cercato d’immortalare un particolare della lavorazione nella quale ero solita perdermi 🙂

Ora i calzini colorati non hanno più segreti. E’ scoccata una nuova era: la Socks Time 🙂 . Ho acquistato, una settimana fa, tre bellissimi gomitoli Opal tinti a mano dalle sfumature adorabili e non so – giuro!!! – quale scelgliere per iniziarne un paio nuovo. Ogni tanto vado a contemplarli, chiedendo loro di sussurrami intrecci fantasiosi che mi facciano perdere in un mondo di morbidezza. Ehhhhh… questo è il potere del gomitolo. Comunque, accetto volentieri suggerimenti.

Gomitoli Opal tinti a mano

Che dite dei calzini? Non sono simpatici? Io li adoro!!!! Un abbraccio gomitoloso ed al prossimo, altrettanto gomitoloso post, Benben ❤

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14 thoughts on “Socks Time: Amiche Uniche

    • Grazie, Tine ❤
      Sono solo indecisa sul colore: ho tre meravigliosi gomitoli da colori sfumati bellissimi. Mi sa che dovrò sceglierne uno alla cieca. Ovvio che mostrerò tutto 🙂
      Un abbraccio grande!!! ❤ ❤ ❤

  1. Ah, dimenticavo: dopo il tuo post sulla lavoro top down ho deciso di comprare anche io il libro di Emma Fassio! Speriamo arrivi presto, che devo fare i golfini per la mia cucciola 😀

    • Ma grandeeeeee!!!!
      Io con quel libro mi sono trovata bene. Almeno ho capito come fare le maniche senza cuciture (odio le cuciture). Attendo le tue creazioni, allora. Dai che bello contagiarsi vicendevolmente!!! ❤ ❤ ❤

  2. Carissima,
    sembra facile… ma fare un paio di calzini ai 4 ferri non è proprio come bere un caffè! Sono bellissimi ma…quanto lavoro!

    • Ciao Rita ❤
      Una volta appresa la tecnica del gioco di ferri e come tenerli in mano, ti assicuro che il resto è una passeggiata. Beh, certo, occorre poi superare l'ostacolo tallone e calcagno. Ma – davvero – una volta capito il "barba trucco" si viaggia che è una meraviglia.
      Un abbraccio. dolce Rita ❤ ❤ ❤

  3. Bravissima!!!! E grazie per aver condiviso la foto e la storia dei soldati che fanno la calza, non ne sapevo nulla….andro’ a cercare più’ informazioni. E come mi piacerebbe venire al Festival della Letteratura una volta….ma quindi l’evento era parte del festival? Un abbraccio, Valeria

    • Sull’argomento Festival della Letteratura si possono scrivere pagine e pagine. Qui ti lascio la mia umile e personalissima opinione.
      Per me, che sono di Mantova (10 Km dal centro) il festival è una bella manifestazione per vedere la città viva finalmente (è una bellissima città d’arte e non solo. Per i più, soprattutto per noi mantovani è come la “bella addormentata”). Durante il festival si riempie di gente, di iniziative, di eventi. L’unica cosa che non mi piace è vedere le persone impazzire per i libri, come se li scoprissero solo durante quei giorni (amo i libri, li annuso, li adoro, li accarezzo, li leggo e scribacchio… Non mi piace vedere gente che non legge fare l’intellettuale… ). Comunque sì – per rispondere alla tua domanda – Emma e il laboratorio del calzino faceva parte di un evento. E ad ogni incontro (ne teneva due al giorno), l’ultima ora era dedicata ad uno scrittore o scrittrice che, ovviamente, non mancava di cimentarsi nella creazione del calzino. Io ho avuto il piacere di conoscere Chiara Carminati che ha presentato il suo libro a breve in uscita. Il suo racconto mi ha talmente appassionato che, pur continuando a lavorare al calzino, mi sono ripromessa di acquistarlo 🙂 A proposito, in settimana vado in libreria: un posto pieno di magia come la merceria.
      Se un giorno capitassi da queste parti, fammelo sapere 😀
      Un abbraccio grande ❤ ❤

      • Che idea geniale lo scrittore o la scrittrice che fa la calza! Emma mi piace sempre di più, do sicuramente un’occhiata al suo libro. E pensa che ogni volta che vado a trovare mia nonna in provincia di Verona, sul Garda, tutti mi dicono di fare una gita a Mantova….la prossima volta se ce la faccio ti contatto sicuramente 🙂

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