Ciao Marianna


Portate pazienza, ma oggi mi sembra doveroso spendere un paio di righe per lei, Marianna.

Chi è Marianna?

Marianna appartiene alle “figure”, ai “personaggi” che popolano ogni paese di questo mondo. E qui, dove abito io, oltre a tanti altri, c’è lei. La cosa che d’istinto penso ora è che essere classificati come una “figura” attiene alla diversità.  Alcune volte, senza accorgercene allontaniamo o creiamo distanze tra noi e chi è diverso. Ma con Marianna non è mai stato possibile. Lei era ovunque. Era lei che ti cercava e ti salutava quando tu pensavi ai cazzi tuoi. Era lei che ti salutava in chiesa quando tu facevi di tutto per nasconderti (da lei). Era lei che ti veniva incontro e ti abbracciava dicendoti “ti voglio bene”. Ed era sempre lei che ti raccontava di come era triste quando pensava alla sua mamma. E lei faceva e diceva tutto questo noncurante degli altri, perché,  in quel momento, lei voleva parlare con te e te soltanto  e ciò sia che tu volessi seguire la messa o fossi in compagnia di altri. Lei comunicava e te no. Te eri lì, sui carboni ardenti, a pensare quale scusa inventare per smollarla, per pentirti dopo due secondi, perché lei, Marianna, che cosa aveva fatto di male? Aveva solo avuto la capacità di fermare il tuo tempo così prezioso per parlare, per comunicare il suo bisogno di stare con te, per condividere un minuto, due minuti, una briciola di vita.

Lei amava cantare. Ma se ne fregava dell’intonazione e delle note. Quelle non servono a niente. Quindi lei gioiosamente cantava e se te non capivi questo avresti voluto strapparle le corde vocali. Al contrario, se arrivavi a capirla, sorridevi perché lei, seppur diversa, dolcemente diversa, era avanti, più avanti di te e di me messi assieme. E sai perché?  Perché lei, nella sua semplicità,  vedeva il  buono e il bello nelle persone…. in tutte le persone e se ne fregava (oserei dire altamente) delle convenzioni sociali. Per lei l’importante era l’essere, non l’apparire. Lei ti dava, si dava senza paura, senza pregiudizi, senza condizionamenti di sorta. E magari te pensavi a come potesse essere sempre così sorridente. Perché lei, seppur nelle difficoltà (mica unghie rotte o sopracciglia da pinzare) ti sorrideva, ti sorrideva sempre, anche se tu avevi fretta, anche se tu la salutavi malamente. Ma lei era lì,  pronta a chiederti di Tizio, Caio, Sempronio, Mevio e rispettive famiglie. E lei ti chiedeva e ti parlava sempre con il sorriso e con i grandi occhi neri su di te, pronti ad arrivare lì dove nascondiamo tutto: al cuore, al tuo essere.

Lei era diversa, sì,  ma era una grande, anzi, una Grande. E, come spesso accade per le persone così semplici, la sua assenza improvvisa è stata rumorosa. E lo sarà ancora e ancora finché ci sarà qualcuno a ricordarla. Lei che ad Halloween girava in maschera chiedendo “dolcetto o scherzetto?”.

È proprio vero che ti accorgi del valore delle persone quando partono per il “viaggio”. Mi mancherà tutto di lei. Tutto. E mai, mai e poi mai, avrei pensato di dirlo. Mi mancherà alla vista, all’udito (i suoi canti non mi faranno più ridere durante la messa), mancherà la sua sgangherata risata ed i suoi sorrisi. Ma, soprattutto, mi mancheranno i suoi slanci fatti di abbracci e di parole come “ti voglio bene”. Pensaci: a parte la tua famiglia, tua madre, tuo padre, tuo marito, i tuoi figli e qualche amico chi ti viene incontro dicendoti “ti voglio bene?”. Chi?

Sarà poco, sarà tanto, sarò patetica… non so… ma non potevo, oggi, che è stato il giorno dell’arrivederci, tacere, stare zitta, non condividere Marianna.

Ciao Marianna…(ora sono io che ti chiedo di mandarmi una cartolina)

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24 thoughts on “Ciao Marianna

    • Ohhhh… grazie, Daniele! Ma grazie, grazie e ancora grazie di cuore…
      In realtà, penso che l’unica persona da ringraziare ora sia Marianna. Lei sì che è/era una grande. Io, confronto a lei, sono nessuno.
      A prestooooooo, ciaoooo e, ancora, grazie per aver condiviso qualche minuto nel ricordare e leggere Marianna. Grazie di ❤

  1. Grazie per aver descritto nel modo esatto mia sorella Marianna,vedrai che una cartolina speciale ti arrivera’ .grazie ancora .Andrea il fratello.

    • Grazie a te, Andrea, per averci fatto conoscere Marianna. Per me era un dovere e un onore parlare di lei. Se non l’avessi fatto sarei stata male. Ti mando un abbraccio che non ho potuto darti giovedì. Sii forte. Io attenderò sempre una sua cartolina. Un bacio

  2. Era proprio così!!. Anche io ero proprio così, la mia porta un pò chiusa, la sua sempre spalancata. Mai dimenticherò il Suo illuminarsi quando mi diceva, già dal 2 gennaio, “prenotami per il prossimo 31 dicembre alla barchessa perché mi sono divertita”. Le ho chiesto di pregare per me e so che lo farà. Grazie per aver fatto in modo che con noi rimanga il Suo spirito e il tuo ricordo di Lei. Fiorenzo

  3. Sono d’accordo su ogni parola detta, ma solo una cosa mi sento di contraddire: non mi piace definirlo “giorno dell’addio”, preferisco ritenerlo giorno dell’arrivederci, perché poi ci rincontreremo. Ciao Marianna! 💗

    • Hai perfettamente ragione, Veronica. Adesso correggo (avendo scritto di getto mi è uscita una parola che stona). Hai fatto bene a sottolineare la contraddizione. Un abbraccio

  4. Marianna era proprio così come l’hai descritta,mi vien da sorridere a pensare che lei aveva questo bisogno di dialogare con te qualunque cosa facessi e come faceva con tutti,anche quando vedeva il sottoscritto,m’abbracciava e diceva di volermi bene,ciao Marianna!!!!

  5. Ciao Benedetta, forse ci conosciamo di vista anche se abitiamo a due passi uno dall’altra e ti posso garantire che aver perso la Nostra Marianna non è stata una cosa così facile da mandar giù specialmente per uno come me che abito sopra di lei e sentivo tutte le sere il suo umore e tutti i giorni quando scendevo le scale la vedevo che apriva la porta e si affacciava per farsi vedere anche se ti guardava e non ti diceva niente, ma lei era lì con il suo sguardo a volte perso ma intenso, sicuramente in paese Marianna mancherà a molti anche se non so in che misura, ma sicuramente a me ed alla mia famiglia ha lasciato un grande vuoto, il vuoto del suo sguardo, il vuoto dei momenti che veniva di sopra per fare due chiacchiere e di tutte le volte che ti guardava con la sua semplicità, grazie Marianna per tutto quello che ci hai insegnato nel vivere la vita di ogni giorno, quante cartoline dovrai mandarci, BUON VIAGGIO!!!!!

  6. Grazie Dante…………… Di tutto …….per ringraziarti dovrei scrivere ore ed ore sarebbe un fiume di parole………tu sei stato il primo a chiamarmi e dalle tua voce ho capito tutto, un uomo forte come te era impossibile sentire quella voce di aiuto e che mi implorava di partire subito da milano e venire a mantova…. Dopo qualche ora sono arrivato non dimentichero’ mai l immagine di mia sorella sul quel divano coperta da un lenzuolo bianco con il solo viso scoperto ancor oggi e’ rimasto e rimarra’ sempre impressa nella mia mente …. Ti ringrazio Dante ,come ringrazio tutti quelli che hanno scritto un pensiero su mia sorella Marianna.

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