Buon Anno


Eccoci…. Ci risiamo, nuovamente. L’usanza,  il rito si ripete. Ci si trova. Ci si agghinda con qualcosa di rosso. Si pensa a dove andare, cosa fare, cosa mangiare, con quale vino brindare.

Beh, non so voi, ma per me l’ultimo dell’anno è sempre stato un supplizio. Sarò astrusamente semplice o marziana su questa terra, ma il decidere cosa fare, cosa mangiare, dove andare e, soprattutto, cosa indossare per essere da capodanno, l’ho sempre trovata una colossale perdita di tempo. Sarà complice questa imbranataggine alla Bridget Jones, non so, ma – ripeto – per me la sera del  31 dicembre è una sera come un’altra. Una sera dove qualcuno pensa che tutto cambierà; dove una mente a me sconosciuta ha deciso che occorre divertirsi e far follie…

Mah…. per me ogni sera è capodanno. Ogni sera vado  a dormire con  sogni e speranze da realizzare l’indomani. Non ho bisogno del rosso per ricordarmi ciò che vorrei. Non ho bisogno di bollicine per perdere la testa: questa è via, tra le nuvole, 364 giorni l’anno. Il giorno nr. 365 lo dedico a ricordare al meglio ogni volto conosciuto, ogni esperienza vissuta, ogni parola pronunciata; a rammentare cosa e chi ho perso.

Ho vissuto slancio nel lavoro e conseguente caduta. Ma mi sono rialzata, rimboccata le maniche e messo al lavoro mani e ingegno.

Ho conosciuto i volti delle persone di cui mi fidavo e che mi hanno fatto soffrire. Ho conosciuto nuovi volti, alcuni sorridenti, altri no. Ho ritrovato volti smarriti e slanci di abbracci gioiosi per la  riscoperta dell’Amicizia. Ma, tra tutti i volti, ho visto quello di un amico morente, in una luminosa stanza di terapia intensiva. Lì, per la prima volta, ho scoperto cosa significa vedere il volto di Gesù in chi ti sta accanto. La mano calda; tanti baci sulla fronte per trattenerlo, per salutarlo, per ricordargli di quel dannato caffè sempre rinviato, per ripetere quella litania colma di speranza umana  “Dai, non mollare, tieni duro, pensa ai tuoi bimbi, non smettere di preoccuparti per me”. Parole sussurate sul confine tra il “qui” e il “lì”, dove l’occhio smette di vedere, dove non ci si accorge degli Angeli che da sempre ci stanno accanto. Il volto di sua moglie: forte come una roccia, ma con le debolezze dolorose ed umane di chi vive uno strazio immane. Lei è un esempio. Loro con il loro amore sono nel mio cuore, nei pensieri e sulle labbra nelle silenziose preghiere che mi accompagnano. Loro mi ricordano quanto si ha e quanto si possa perdere; quanto la vita sa togliere con una mano e donare con l’altra. Lui è l’amico che ho perso.

Ho pronunciato parole dure, massima espressione di una decisione che mai mi sarei aspettata di prendere. Questo è il mio 2013.

Come sarà il nuovo anno non lo so. Non lo saprò e tanto meno desidero ricevere lumi e spiegazioni dall’ultimo oroscopo fresco di stampa ed editoria. Vorrei scoprirlo da sola, con lo stupore fanciullesco con cui si guarda una vetrina di giocattoli. Se sono sopravvissuta al 2013 penso che riuscirò a cavarmela anche anche nel 2014… lo spero… qualunque cosa esso abbia in serbo per me. Spero ci siano cose carine; piccole soddisfazioni; tanta voglia di sognare e di realizzare ogni sogno; forza per affrontare tristezza e dolore;  risate chiassose con amici; la sua mano ancora nella mia; la salute per i miei cari….

Certo, in questa frenesia che circonda gli ultimi giorni dell’anno, le sue ultime ore, rimpiango e mi scaldano il cuore i ricordi delle tombolate con nonna, la sua vicina Ebe, la Carolina e un’altra loro amica. Chiacchiere di paese tra una pescata e un ambo; spiccioli sulla tavola e ritagli di cartone sparsi ovunque; tv accesa sulla RAI in attesa del fatidico rintocco  e, poi, un dito di spumante, una fetta di panettone e a letto nell’attesa del domani,  quando mamma e papà venivano a  prendere mio fratello e me per riportarci a casa, non prima di aver salutato la Ebe, la Carolina e l’altra loro amica.

Care ragazze, buona fine e buon principio. Buon 2014!!! Fate in modo che ogni giorno sia Natale nei vostri cuori e ogni sera capodanno. È difficile, me ne rendo perfettamente conto (non vi narro le mie arrabbiature!!!), ma penso che il  tempo per migliorare sé e il mondo che ci circonda non abbia mai fine 🙂

Un abbraccio a ciascuna di voi,  Benedetta

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