Per chi batte il cuore

Come vi avevo anticipato qui, N&G si è involato per la Scozia. Non una, bensì due volte. Una grande piccola soddisfazione per chi, come me, vive di sogni e speranze. Anche questa volta, attenta a esaudire i desideri, ho lavorato con la testa e con le mani praticamente ficcate in una scatola di gomitoli colorati. Sì, perché la parola d’ordine era: colore.  Con la pazienza di Giobbe, colore dopo colore, sono riuscita a consegnare per l’imbarco questa montagna colorata di cuoricini:

montagna-di-cuori

colori-vs-nero

Tanti tanti cuori colorati, impreziositi da mezzi cristalli centrali cuciti a mano. Cuori pronti a diventare ciondoli da mettere dove vuoi tu: al cellulare, alla borsa, al collo, a un bracciale, a una cintura e chi più ne ha più ne metta (qui li vedete immortalati senza il laccetto d’ordinanza aggiunto dopo il set fotografico).

Cuori porta fortuna o semplicemente cuori come pasticcini serviti su un candido vassoio. Quale gusto volete: pistacchio, fragola, frutti di bosco o crema?

cuori-in-vassoio

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Cuori, tanti colorati cuori che battono per chi me li ha richiesti (sorprendendomi e dando una scossa ai confini di N&G) e per chi li riceverà; per chi svogliatamente o curiosità passeggia o sorvola quest’isola e gli atolli di pagine colorate; per chi mi esorta a continuare su questa strada o chi, semplicemente, mi saluta con un Grazie o con un Ciao; per chi sogna e continua a farlo nonostante mille e più mille cadute. E l’elenco potrebbe continuare e continuare e continuare ancora a lungo…

Detto ciò, amici nuvolini, non mi rimane altro che salutarvi e rinviarvi al prossimo gomitoloso post. E, come sempre, un matassoso abbraccio, Benben ❣️

Credits photo: Alessia – Questione di focale

Auguri

Ciondolo Ortensia in rosso particolare

Puntuale è arrivato il 31 dicembre. Non l’ho mai atteso con ansia o trepidazione. Forse, quando ero più giovane, mi contagiava l’entusiasmo di qualche amica per chissà quale festa o ritrovo tra “amici” mai più rivisti. E – sempre forse parlando – questo spiegherebbe i ricordi di me in qualche festa. È da un po’ di tempo, infatti, che mi ritrovo sgomenta e terribilmente angosciata quando a novembre (novembreee!!!) qualcuno mi domanda se ho dei piani per l’ultimo dell’anno. Per dovere di cronaca ammetto che lo status di lapalissiano sconcerto è aggravato dagli strepitosi servizi al telegiornale o dagli articoli sulle riviste che suggeriscono abbigliamento (fa più figo dire outfit), trucco e parrucco, cosa mangiare, cosa bere e su quali trampoli camminare. Effettivamente, lo ammetto, per me non c’è tortura peggiore che sfogliare riviste modaiole per sentirmi completamente inadeguata, non sufficientemente carina, non fashion addicted e tante altre cose appartenenti tutte all’universo femminile.

Ma ritorniamo al dunque… per me, il 31 dicembre rappresenta una sera come tante altre. Sto con lui. E questo mi basta. E se ho occasione sto con le persone che mi vogliono bene (quest’anno l’influenza ha escluso ogni possibilità di trascorrere questa serata con amici e/o parenti).

L’anno agli sgoccioli è stato un anno terribile. Un anno che ci ha toccato nel profondo, scavando con acqua e sale ferite che si pensava fossero emarginate, mettendo alla prova i temutissimi attacchi d’ansia e panico. Eppure riesco a vedere anche i piccoli traguardi fatti con gomitoli e parole annodate l’una all’altra fino a formare un libro, di amicizie inattese e bellissime da accogliere. Vorrei provare a essere non banale nell’augurare a tutti Buon Anno… vorrei ma credo proprio di non farcela. Quindi, in un elenco non esaustivo ma aperto, vorrei augurare Buona fine e Buon principio:

a chi ha passato lutti e sofferenze;

a chi non ha mai mollato un briciolo di speranza davanti a montagne che sembravano insormontabili;

a chi si scopre sorridere davanti a un pugno di polvere;

a chi non ha più una casa;

a chi la casa l’avrà anche se diversa da prima;

a chi ha lottato contro un cancro o la malattia;

a chi pensa sempre al peggio;

a chi ci aiuta in mille modi (con una parola, con un gesto, con una telefonata o con un messaggio);

a chi sogna e vorrebbe smettere di sognare perché pensa che i sogni siano solo per i bambini o gli ingenui;

a chi, nonostante tutto, si sente sempre e costantemente un pesce fuor d’acqua;

a chi stringe un figlio e gli insegna a non smettere mai di sognare;

a chi rimpiange sogni abbandonati troppo presto;

a chi stringe una vita;

a chi ti guarda negli occhi e ti chiede <<Come stai?>>;

a chi posa lo sguardo su un posto lasciato vuoto  tavola;

a chi piange o è ferito;

a tutti i cuori soli che sperano di trovare un amore;

a tutti voi, in qualunque posto siate, qualsiasi cosa stiate facendo… Buon Anno!🍾

Per quanto mi riguarda la mia/nostra serata sarà: noi+divano+copertina+film+libro+gomitolo+camomilla e… ++Merlino il magico gatto merlino-2

Ancora Buon Anno e a prestissimo. Fate i bravi e sognate sempre!!! Benben⭐️

 

Segnalibri colorati

Eccomi qui, in pieno clima festaiolo.

Il Natale è passato da due giorni. Non mi sono abbuffata. Merlino, il magico gatto, è sempre più un’inseparabile ombra e ogni giorno gioca con qualcosa di nuovo (ora è il turno della mia borsa o del riflesso della luce). Ho iniziato un progetto chiccoso e un altro piccolo per me; ho accontentato lui su una richiesta teddyniana ancora da confezionare; sto facendo i conti alla rovescia per andare a vedere dei gomitoli e perchè il corriere me ne porti altri (sì, perchè qui, per me Babbo Natale è il corriere. Poco importa che sia SDA o BARTOLINI o DHL o GLS o UPS… per me è Babbo Natale. Punto e basta). Sono giorni in cui ho accatastato risate e pensieri, coccole e abbracci in un angolo per poi tuffarmici a braccia aperte. E nel tuffarmi mi sono ricordata anche di progetti che si sono involati proprio in questi giorni per la Scozia. Sìsìsìsìsì… Scozia o Scotland o la terra di William Wallace o di Maria Stuarda o dei castelli o delle locations di Harry Potter o, ancora, delle pecore e del loro manto lanoso. Scegliete voi ciò che più vi aggrada. Ma qualsiasi sia la vostra scelta, ricordate che Nuvole e Gomitoli, nella sua sofficità, è arrivata pure là: in Scozia.

Ma per cosa? – vi domanderete.

Semplice – dico io. Per delle bomboniere: tanti segnalibri colorati. Con la complicità di gomitoli sfumati mi sono sbizzarrita con l’uncinetto e sono nati loro:

segnalibro-colorati

Cinquanta pezzi, ognuno diverso dall’altro (anche se alcuni sono nati dallo stesso gomitolo, mai sono o si presenteranno uguali). Una volta realizzato il motivo principale, ho perso lunghi minuti per cercare di capire come sviluppare una codina o qualcosa che fuoriuscisse da pagine profumate di carta. E così, pensa e ripensa, sono nate tante nappine colorate che ho amato pettinare e pettinare e pettinare ancora. Si passa dal blu all’azzurro, dal verde al rosa e dall’arancio al giallo. Qui di seguito vi lascio qualche immagine, sperando di riuscire a farvi cogliere il lavoro che si nasconde dietro ogni segnalibro:

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colore-colore-colore

Ogni pezzo è stato amato e lavorato con estrema delicatezza e passione, sistemato e leggermente inamidato. Sono così soddisfatta di questo immenso lavoro che a fatica me ne sono separata. Ogni tanto sbirciavo nella scatola i pezzi ordinati e perfetti nella loro confezione. Guardandoli ho fatto giuggiolare gli occhi e ho sperato e spero che piacciano tanto (ma credo proprio di sì).

Sperando altresì di avervi dato uno spunto e che questa cascata di colori vi sia piaciuta, vi mando un matassoso abbraccio e vi rimando al prossimo gomitoloso post, Benben ❤

N.B. Per chi se lo domandasse o volesse provare a realizzarli, date una sbirciatina qui dove troverete uno schemino. Come sempre – ve lo dico eh – io ho cambiato qualcosina.

 

Alla finestra

Questa mattina, quando mi sono svegliata, avevo in testa il programma delle cose da fare (portare l’auto dal gommista, il solito “pulire casa”, finire un nuovo Teddy chiestomi da Federico, girare per gli ultimi pensierini). Scorrendolo mi ero accorta che la mia ombra pelosina (Merlino) – stranamente – non c’era. Non so perché, ma mi è venuto un coccolone. Ho subito pensato al peggio e, come Peter Pan, mi sono messa a cercare la mia ombra. Quando l’ho trovata, mi sono appoggiata alla porta ad osservarla.

alla-finestra

Stava alla finestra.

Ci siamo guardati per qualche istante. L’ho raggiunta e con lei mi sono messa a guardare fuori. Cosa di preciso non lo sappiamo. Al diavolo i programmi. Accoccolati sul pavimento, Merlino in braccio, abbiamo guardato fuori. E così, eccomi qui: con mille cose da fare e la voglia di scrivere.

Scrivere per ringraziare chi mi ha seguito su quest’isola felice, chi ha condiviso progetti nuvolosi e gomitolosi o anche solo nuvolosi (pensieri scarabocchiati e lasciati liberi); chi ha partecipato sin dall’inizio all’avventura del libro Un caso (potenzialmente) problematico (Il Rio Edizioni).

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Vorrei ringraziare chi mi ha scelto per bomboniere, Teddy o pensieri da regalare. Allo stesso tempo anche chi mi ha ospitato per presentare un libro a cui tanto tengo e spero faccia divertire. Grazie quindi all’Agriturismo La Rovere, La circoscrizione 3, al Comune di Curtatone e alla Libreria di Pellegrini. Grazie di cuore a chi mi ha letto e mi legge o aspetta che ricominci ad annodare nuovamente fili colorati. Grazie a chi mi chiede se ci sarà mai un seguito e quando uscirò con una nuova storia. Grazie anche ai detrattori, perché ci siete sempre.

Quest’anno è stato tosto. Difficile. Duro. Amaro. Luttuoso.

So che è Natale e certe valutazioni si devono fare agli sgoccioli dell’anno, ma cosa cambierebbe? Se mi guardo indietro vedo le salite che lui e io abbiamo affrontato fino ad oggi. Non so come abbiamo fatto ad affrontare tutto. Sinceramente non lo so. Però siamo in piedi. Ancora. E Merlino continua a guardare fuori, rapito da chissà cosa (o chi?). Ma, nello stesso tempo, è stato l’anno della Scozia, del mio approccio all’inglese (urrà) e delle amicizie nuove che si sono consolidate e scoperte. A mente fredda, posso dire che se da un lato la vita non ci ha risparmiato le carezze a suon di nerbate, levandoci l’impossibile e vestendoci a lutto, dall’altro ci ha dato tanto e ci ha profumato di famiglia, amici e affetto.

Non è facile, non lo sarà mai, ma al momento resistiamo. E, come sempre, mi vedo costretta ad andare contro corrente a testa alta, scarabocchiando su un quaderno storie inventate o esistite in qualche angolo di mondo, o paese, o anche solo intraviste. Il tutto tra scatole di gomitoli, un divano giallo e il gatto Merlino, la mia ombra ancora alla finestra.

Buon sereno e santo Natale a tutti voi, Benben ❤

Io e… Merlino

C’è chi cresce con gli animali. C’è chi non può stare senza amici a quattro zampe. C’è chi non potendo stare con animali fa del generoso volontariato. C’è chi ha paura di un cane (io) e c’è chi, pur essendo figlia di un veterinario o cugina di veterinari, non ha mai avuto un animale in casa o in giardino (sempre io).

Ma qualcosa è cambiato. Sì, qualcosa è cambiato e in questo qualcosa il destino ha calato l’asso. E che asso! Di fronte a una giocata, spiazzante pure per il super razionale Federico, facendolo impallidire, non ho potuto resistere. Ho chinato il capo e mi sono detta: “Accetto” (l’equivalente dell’ “Obbedisco!” di Garibaldi). Accetto la convivenza con un amico pelosino; accetto la responsabilità; accetto di pulire cacche e pipì nella lettiera; e da ultimo, ma non per questo meno importante, accetto che uno strano affetto possa appropriarsi di me per il mio nuovo amico (e viceversa naturalmente).

Il nome acquisito di pelosino è Merlino. Dopo la calata dell’asso e la verifica di un’anomala quanto straordinaria congiunzione astrale, non potevamo scegliere un nome diverso. L’incontro con lui, infatti, è avvenuto senza che ce ne accorgessimo; le nostre piccole vite si sono incrociate senza volerlo e senza sapere nulla l’uno dell’altra nel mese di ottobre e quel che è accaduto poi lo sappiamo solo io, Federico e Merlino il quale, con ogni probabilità, ci ha scelti fin dall’inizio.

A distanza di oltre due mesi eccolo qui, Merlino, a casa con noi.

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E’ arrivato in un periodo brutto e luttuoso. Ma è arrivato carico di espressioni buffe e con la curiosità di chi ha intenzione di impadronirsi di casa. E’ arrivato regalandoci sorrisi e risate, coccole infinite e un’iniziale agitazione, la mia: mai avevo preso in braccio un micio e mi chiedevo da che parte si iniziasse. E’ arrivato con le sue esigenze, preferenze e la casa era pronta per lui. Poi, come per magia, proprio Merlino ha reso tutto facile e semplice.

Mio papà, fin da subito, lo ha chiamato “l’inquilino”, mia mamma semplicemente “gatto” perché lei non ama i gatti. E’ convinta di dover affrontare la tigre di Mompracem. Eppure, prima ancora che Merlino varcasse la soglia di casa, gli ha cucito e preparato una cuccia con cuscini di velluto in una cesta grigio argento…roba che nemmeno gli Aristogatti…

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Merlino ha già i suoi posti preferiti: il letto (dalla mia parte), il divano (dalla mia parte), il tappetino del mio bagno, il tappetino della cucina, la scala (adora guardare tutti dall’alto) e il piccolo laboratorio di N&G. Qui, fin da subito, ha iniziato a girare tra le scatole chiuse ricolme di gomitoli o semplicemente a giuggiolarsi sotto il mio tavolo senza curarsi troppo dei lavori. E quando me lo trovo appollaiato sul mitico divano giallo (sempre dalla mia parte), mi ripeto, ancora una volta, come Merlino sia a tutto tondo un abitante dell’isola di Nuvole e Gomitoli.

Mi sono sempre ripromessa nella vita che mai avrei ceduto a un affetto per un pelosino. Bene sì, ma affetto, un affetto così no… Non volevo essere tra quelle persone che mostrano orgogliose le foto del proprio gatto… Ma ho ceduto. Ho ceduto e pure Federico non si capacita di questo legame che lega lui a me e viceversa. E qui, in questo spazio nuvoloso e gomitoloso, mi piacerebbe parlare di Merlino non per orgoglio, ma semplicemente perché Merlino è non solo Merlino, che con le sue magie sta rivoluzionando il nostro sentire, ma anche un nuovo componente di questa famiglia.

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Detto questo, dopo avervi mostrato Merlino su uno dei suoi gradini preferiti, apro ufficialmente un sondaggio: dedico una rubrica a Merlino sì o no?

In attesa delle vostre risposte, vi saluto, vi abbraccio e vi rimando al prossimo gomitoloso post, Benben ❤