Villa Buri 2016

Ehilà…

eccomi nuovamente qui, approdata su questo foglio bianco. Come promesso, dedico ora, in questa fresca mattina di settembre, un paio di righe a Villa Buri.

magia-in-villa-2016

Per il secondo anno consecutivo, infatti, parteciperò a questo bellissimo evento. Chi mi chiede in cosa consiste Villa Buri rimango sempre un pò spiazzata e ciò per due ragioni: 1) non è un semplice mercatino (anzi, non lo definirei proprio mercatino); 2) non è una fiera. Personalmente la definirei mostra in cui è possibile ammirare meraviglie create con fili e stoffe. Una mostra in cui è possibile acquistare oggetti preziosi frutto di ore di prove, tentativi e fili buttati al vento. Ma per il solo fatto della possibilità di acquisto, Villa Buri, ai miei occhi, non diviene un mercato. Personalmente la vivo come un evento gioioso e ansioso, ma non l’ansia in senso negativo s’intende. Gioioso perché, dopo la prima esperienza dell’anno scorso, ritrovo persone che mi hanno letteralmente “abbracciata” e fatta sentire a casa; ansioso perché per come sono fatta, è difficile che non mi agiti. Anzi, ho la pessima abitudine di vivere tutto come se fosse la prima volta quindi, sto rivivendo l’ansia dell’anno scorso (davvero incorreggibile da parte mia, vero?). Un’ansia-agitazione dovuta anche al fatto che, causa vari motivi alcuni dei quali totalmente indipendenti dalla mia volontà, mi ritrovo con l’acqua alla gola e pochissimo tempo per fare. Ma, come dice il saggio, sarà quel che sarà… omolà!

Quest’anno, a Villa Buri, è stata pensata una cosa che definirei una genialata!!! Una…. CACCIA AL TESORO! Personalmente non ho mai partecipato a una caccia al tesoro. Ma questa volta vi partecipo e non come cacciatrice, ovvio. Sostanzialmente chi verrà a trovarci e vorrà partecipare riceverà un numero che dovrà cercare tra i vari espositori per ricevere il suo tesoro rigorosamente handmade. Oddio, spero di aver spiegato al meglio quest’iniziativa. Beh, di sicuro è un modo nuovo per rendere ancor più partecipe chi verrà a trovarci e, aggiungo, per ritornare bambini, non siete d’accordo?

E detto ciò cos’altro aggiungere? Spero di vedervi numerosi e che possiate passere splendide giornate a Villa Buri. Ora è meglio che termini questo cincischiamento e mi metta al lavoro… nuovi imprevisti mi si sono profilati all’orizzonte… acciderbolina!

Alla prossima e, soprattutto, a presto!!! Beneben❤

Il libro… una novità

Domani nella mia città – Mantova – si aprirà il Festivaletteratura. Nomi, eventi, incontri, gente e libri, tanti libri. Tutti indaffaranti, tanti appuntamenti da incastrare per andare di qua e di là ad ascoltare questo o quell’altro. Sull’agenda di casa ne avrei segnati un paio pure io. Se quest’influenza me lo consente proverò a mettere il naso fuori di casa.

In tutto questo prepararsi per il Festivaletteratura, anche il piccolo libro “Un caso (potenzialmente) problematico” si sta facendo bello per l’avvicinarsi della (delle) sue presentazioni. Uscito in sordina in giugno, con le vacanze in mezzo, il piccolo Teddy sta contagiando chi l’incontra tra le pagine, unitamente all’intercalare del piccolo protagonista (e mio)🙂

Chi mi ha scritto entusiasta, affezionandosi già ad alcuni dei personaggi presenti (non posso dirvi quali), ha maturato l’impressione che il piccolo libro non sia finito e debba avere un seguito… Ci sarà? Non ci sarà? Non lo so e virtualmente strizzo l’occhio perchè l’intento di far sorridere e riflettere è stato centrato.

Altri lo hanno definito (cito testualmente) “(…) maturo, sagace, acuto… con una bellissima ambientazione temporale”.

Ecco, io solo per questo sono felice e rimango in attesa della speranza che possa davvero conquistare più gente possibile. In questo senso ieri il piccolo libro ha fatto un inatteso e sorprendente passo.

Dovete sapere che da sempre sono un pò strega buona oltre che elfo indaffarato e chi mi conosce lo sa. L’altra notte, in preda a un sonno agitato da un raffreddore improvviso ho fatto un sogno: una telefonata di Giada che mi preannunciava una bella notizia. Poi il risveglio ad opera di lui che mi controllava se avevo la febbre. L’indomani mi sono imposta di mandare un messaggio a Giada per raccontarle del sogno, ma essendo fisicamente ko e indaffarata con i gomitoli, come immaginate, la cosa mi è transitata nel cervello senza fermarsi.

Perché racconto questo? Semplice, perchè la telefonata di Giada è arrivata assieme alla sua voce squillante e alle esatte parole del sogno: <<Benedetta ho una bella notizia da darti!>>

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Un caso (potenzialmente) problematico” infatti è stato adottato dal Centro Internazionale del Libro Parlato “A. Sernagiotto” (C.I.L.P.) e fra qualche mese diventerà un audiolibro.

So che vi state ponendo una domanda: cos’è il C.I.L.P.? Il C.I.L.P. è un centro nato nel 1983 a Feltre (BL) il cui obiettivo è garantire ” (…)il diritto alle persone di avere la possibilità di vivere con pari dignità”. In modo particolare, il C.I.L.P. si occupa di persone affette da disabilità permanente (si pensi ai non vedenti o agli ipovedenti), nonchè di quelle persone che, affette da problematiche varie, vivono disagi e sofferenze tali da impedir loro di leggere autonomamente (si pensi, solo a titolo esemplificativo, ai dislessici, o agli ammalati, o agli anziani). Per loro il C.I.L.P. ha creato una serie di attività che possa consentire non solo la lettura ma anche di proseguire negli studi grazie proprio ai libri di testo registrati dal CILP oltre a fornire risposte sempre più mirate alle varie problematiche che via via emergono (per qualsiasi informazione e/o curiosità potete visitare il sito: www.libroparlato.org)

Ecco – ripeto – tramite questo Centro così importante, anche il piccolo libro potrà far sorridere e aiutare. E’ un piccolo passo di cui sono orgogliosa e, di certo, mi farà strano sentirlo racconatare da voci narranti in un cd.

Cosa dire di più? Buona lettura!!!

Ricordate: “Un caso (potenzialmente) problematico” si trova e vi aspetta presso la libreria Di Pellegrini sita in Via Marangoni e Libreria IBS di Via Verdi entrambe nella splendida Mantova

A presto, Benben❤

Un bottone… un sogno

Questa mattina, con fatica (molta), mi rifugio su quest’isola (la mia preferita) chiudendo temporaneamente la porta sul mondo. Da due giorni – come sapete – la bella Italia è stata ferita. Basta solo questo o le immagini che scorrono in televisione per capire. Nel mio piccolo, preferisco non dire nulla in merito. Le immagini, le testimonianze lo fanno per me. Perciò, oggi, anche se con fatica, riprendo fili colorati cercando di tessere una parentesi serena.

Questi giorni sono febbrili. Come anticipato nel piccolo post (qui), infatti, i lavori per partecipare a Villa Buri stanno impazzando e impazzendo. Il tempo non guarda in faccia nessuno e l’ansia mi attanaglia. Tuttavia, tra un’agitazione e l’altra, sono riuscita a riprendere in mano i miei amati bottoni che Alessia ha saputo immortalare al meglio.

Questo bottone che presentare è un pezzo unico (non ne ho uno uguale):

Bottone colorato con nastro

Leggera fantasia floreale che ricorda l’Oriente; filo colorato abbinato e perline in vetro tono su tono

Bottone colorato con nastro particolare

Il tutto montato con nastro in organza e caucciù in azzurro cielo. Questo bottone è lo scrigno perfetto per racchiudere un sogno o un desiderio. Non so voi, ma personalmente avrei bisogno di tantissimi bottoni.

Sperando vi piaccia, vi lascio e vi rimando al prossimo gomitoloso post. Un grande abbraccio soprattutto lì, dove l’Italia mia è in ginocchio e dove tanti Angeli stanno aiutando. A presto, Benben❤

Credits photo: Alessia – Questione di focale

Piccole onde

Amici nuvolini ben ritrovati!

Prima di partire per qualche giorno di montagna, mi sono dedicata a organizzare il lavoro per il prossimo evento a Villa Buri (prossimamente un articolo sull’argomento). Non vi dico l’ansia! Immancabile ansia. Purtroppo quest’anno, per eventi indipendenti dalla mia volontà, sono rimasta un poco indietro con i preparativi… ad ogni modo… nell’organizzare questi benedetti lavori, mi è capitato anche di esaudire una richiesta per me nuova e molto, molto romantica: un bracciale per lui e un bracciale per lei.

Confido che mai avrei pensato che uno dei piccoli braccialetti realizzati a chiacchierino potesse essere scelto per un lui, ma tant’è…

Il modello prescelto è stato il bracciale Onda:

Onde per lei e luiIn cotone blu per lui e in cotone turchese per lei:

Bracciali Onda lei lui particolareLe perline sono state scelte tono su tono e la lunghezza è stata misurata sul polso mio per lei e per lui sul polso del mio lui. Un piccolo pensiero per il compleanno di lui alla vigilia delle ferie. Entrambi i bracciali sono stati racchiusi in un piccolo pacchetto rigorosamente handmade.

Sperando siano piaciuti ai diretti interessati e a voi, a me non resta che rimandarvi al prossimo gomitoloso post, un matassoso abbraccio, Benben❤ (corro a gomitolare perchè sono indietrissssssimo)

 

BottoninArte

In procinto di partire per qualche giorno di rigenerazione mentale e creativa, mi concedo, finalmente il tempo per mantenere una promessa fatta mesi fa.

Tutto risale all’anno scorso, quando partecipando all’evento di Magia in Villa, ho fatto conoscenze bellissime di persone creative veramente simpatiche e interessanti. Una di queste è Sara Voltolina, ma, per chi ama i suoi lavori, lei è anche BottoninArte.

Con il suo modo di fare, solare e schietto, mi è risultata subito simpatica e, chiacchierando e chiacchierando, abbiamo scoperto, non solo la passione per i bottoni, ma anche come affrontiamo gli stessi problemi. Uno su tutti: la difficoltà di valutare economicamente qualcosa che si crea e si realizza con le proprie mani con passione e amore. Ogni tanto ci sentiamo, ci scambiamo messaggi (in questo momento, per esempio, ci stiamo messaggiando: dove vai in vacanza e robe così insomma🙂 ).

Ad ogni modo, se scrivo qui è per mostrarvi piccole sue creazioni. Una è il regalo di Natale che lui ha scelto per me. Location: Arsenale di Verona, mercatini di Natale:

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Si tratta di un bottone rivestito di seta e lavorato con la tecnica soutache. Ecco questi 3 elementi sono le caratteristiche di Sara: bottone – stoffa – soutache. Ha iniziato lei a fare questo abbinamento misto che, piano piano, ha contagiato alcune creative. Attenzione, però: in giro si può incappare in tentativi di imitazione (tentativi, ben lontani dall’originale). Questo bottone, ha una stoffa al cui centro spicca un cuore: una somma di colori e una forma che ben rappresenta me e lui. E quando lo indosso (a proposito: i colori che ha mi permettono di indossarlo praticamente su tutto), non passa di certo inosservato.

Quando ci siamo viste in primavera, maggio, se non erro, trovandoci a bagolare attorno a un tavolo con i rispettivi lui, prima di andare a casa, Sara mi ha sorpresa con un’altra sua creazione: un piccolo dono per il mio compleanno. Si era ricordata che avevo compiuto gli anni (io, sì e no, me lo ricordo… sono gli altri a farmici pensare). E la creazione è questa:

BottoniArte 2

Bottone in seta azzurra e gialla circondato da due giri di perline blu. Quando l’ho visto mi sono emozionata. Sono i colori dell’estate e i colori della serenità, almeno per me.

In quell’occasione, sul divano di casa sua, le ho rifatto la promessa: <<Appena ho un minuto libero, voglio dedicarti un post sull’isola felice di Nuvole e Gomitoli>>. Siamo ad agosto. Ho tardato. Ma sono riuscita, finalmente a mantenere la promessa. Una promessa a cui ero e mi sento legata.

Per capire bene chi è Sara e cosa fa, dovete andare a vedere la sua pagina (BottoninArte da Indossare). Allora lì capirete quanta passione c’è nella sua creatività: passione nel cercare e ricercare stoffe pregiate (alcune provenienti dall’altro capo del mondo); passione nel far risaltare particolari di stoffe che, magari, alcuni butterebbero via; passione nel trovare l’abbinamento giusto di colore tra stoffa, piattine e perline; passione nel dare vita a forme che, come dice Sara, fanno nascere bottoni emozionali.

Ho avuto la fortuna e l’onore di vedere il suo laboratorio. Mi ci sono ritrovata: è il regno di chi non sta mai fermo e pensa. Scatole con nastri, piattine, perline e stoffe… Un’altra isola felice nascosta in una casa di Verona: l’isola dei bottoni emozionali di Sara  

Sperando di avervi incuriosito, vi lascio e vi rimando al prossimo gomitoloso post. Un matassoso abbraccio, Benben❤