Magie tra fili e ricami 2018

Ciao a tutti… eccomi qui. Sono tornata a colorare e chiacchierare, in soliloqui gomitolosi, quest’isola felice. L’evento Magie tra fili e ricami (potete leggere il post scritto prima dell’evento qui)si è concluso domenica sera. Tornata a casa, ho lasciato tutte le scatole sul pianerottolo. Non avevo la forza di fare nulla. Ora, finalmente, prima che le impressioni a caldo si raffreddino, vorrei lasciare due righe, soprattutto per certune persone.

Premetto che ciò che leggerete è e rimane esclusivamente un’impressione puramente personale.

Allora, prima di tutto devo ringraziare Annalisa Comerlati e Patrizia Paganelli per avermi dato anche quest’anno l’opportunità di partecipare a questo evento bello e colorato. E’ stato come ritornare in famiglia; una famiglia di creative e di persone che parlano la stessa lingua. Annalisa e Patrizia si sono mostrate molto attente e premurose. Doti, queste, che per un persona all’inizio timida e schiva come me valgono più dell’oro. Poi saluto Olga, Sara Bottoni, Nadia Zenari e la mia nuova amica Daniela. Purtroppo, complice il bellissimo tempo e le temperature tutt’altro che  di fine estate, ho trovato, rispetto all’anno scorso, un calo di afflusso.

Al di là del caldo, per il quale nessuno ha colpa, la cosa che più mi ha colpito è stato vedere, soprattutto nella giornata di sabato, l’arrivo di tante persone musone: i cosiddetti tristoni musoni. Per intenderci, quelle persone che arrivano, non salutano, non sorridono, ti guardano strano se provi a bisbigliare tu un saluto e sfoggiano un’aria da sufficienza smaronata che permea di nero plumbeo anche il refolo gioioso d’aria o di colore. Non che di aria e di venticello ce ne sia stato tanto, s’intende, ma basta un poco d’immaginazione, no? Comunque, questi mi sono sembrati, per dirla alla Harry Potter, una sorta di dissennatori del mondo reale. Ecco loro, i tristoni musoni, mi hanno indispettito non poco, tanto che, non potendo scatenare il fastidio, mi sono sfogata su FB.  L’indomani, complice la notte, mi sono decisa a combatterli schierando all’inizio del tavolo il Teddy Natale e i Babbini Natale, con i loro cappelli rossi e il broncio barbuto (vedi copertina). Un rimedio fai da te per esorcizzare la tristezza. Oh, non ci crederete, ma ha funzionato: i tristoni musoni sono andati scemando e sono arrivate persone capaci di salutare e sorridere. Neanche avessi lanciato un incantesimo.

Tristoni musoni a parte, apriamo il capitolo Cafoni… questi insospettabili.

Questo capitolo è dedicato a quelle personcine – tristone e musone di default – che, con aria schifata, hanno preso il mio misero biglietto da visita. Lo hanno guardato prima da una parte e poi dall’altra con ciglio alzato e labbra strette. Poi mi hanno osservato con quell’aria dall’alto in basso per sbottare la seguente frase:

<<Quindi lei non ha un’attività?>>

Rispondo che sono un hobbista come tante e bla bla bla … che faccio quello che faccio per passione e per inseguire un sogno (ingenuità maledetta ingenuità) e bla bla bla… In fondo parlo perché mi piace spiegare un pò il mio mondo, no? Parlo per condividere e non per appioppare questo o quest’altro accessorio. Parlo per comunicare. Embeh che succede? Succede che queste persone schifano con disprezzo il biglietto gettandomelo sul tavolo con la seguente frase:

<<Beh, allora non so cosa fare con queste cose, quindi non mi serve a niente nemmeno il biglietto>>.

Per carità, uno può pensare ciò che vuole, ma il gesto di disprezzo e il modo tutt’altro che gentile con cui hanno liquidato l’affare Nuvole e Gomitoli mi ha ferito. Perchè  quel biglietto, anche se non porta alcuna P.IVA o l’insegna di un negozio, contiene me, Benedetta, detta Ben, chiamata Benni o Benben o Betta o l’Elfo. Contiene il mio mondo e tu, anzi voi, che avete fatto questo gesto siete delle emerite cafone. Omolà!!!

Chiuso questo capitolo, apriamone un altro chiamato La Cina è vicina. E qui, ragazzi miei, il mondo con tutto quanto esso contiene mi è imploso dentro, ammutolendomi, strappandomi le corde vocali e il cuore.

E’ domenica pomeriggio, le 17:30 circa. A breve arriva la Mariarosa. Sto un pò in piedi, un pò seduta, con un filo tra le dita e una navetta a chiacchierino in una mano. Cerco di fare un fiocco di neve. Conto i nodi e, allo stesso tempo, sono attenta  e disponibile a fornire qualsivoglia informazione sul mondo del chiacchierino. Vedo due signore che osservano il banchetto. Una di loro ha le mani dietro la schiena, scruta alcuni orecchini e poi qualcos’altro. Si sposta verso l’albero con i fiocchi di neve appesi e poi ritorna sugli orecchini e sbotta: <<Ehhh… la Cina è vicina>> e se ne va verso le scale. Per un attimo  penso di aver capito male. Poi mi fermo. Lascio la navetta e il filo. Cambio prospettiva e vado dall’altra parte del tavolo. Voglio vedere se c’è qualcosa che richiama la Cina. Ma so che non c’è nulla. Ritorno alla mia postazione e mi sembra di piangere dentro.

No, dico, ero lì che stavo lavorando, ero lì a disposizione di tutti e anche solo di un saluto. E allora perchè tu devi passare e considerare tutto ciò che ho fatto e creato una cineseria. Lo ripeto e lo scrivo anche qui: senza nulla togliere alla Cina e a ciò che fa e produce, niente – ripeto: NENTE – su quel tavolo era fatto da qualsivoglia mezzo che non fossero le mie mani – ripeto: le MIE MANI (Babbi Natale Borse erano creazioni di mamma, ma anche loro sono nati da due mani, due mani che ben conosco). Quando è arrivata la Mariarosa ho balbettato l’accaduto. Sì, ho balbettato. L’ho balbettato perchè non riuscivo a credere alle parole di una fenomena capace pure lei di liquidare  l’affare Nuvole e Gomitoli ma questa volta come una cineseria.  Faccio fatica ancora adesso a scriverlo e ad ammettere che, davanti a certi fenomeni, non riesco a ribattere, non mi capacito. Punto. Stop. Amen.

Ma tant’è… fenomeni, cafoni e musoni tristoni a parte, Magie tra fili e ricami è un’esperienza che rifarei. Ogni anno è come se fosse il primo. La stessa ansia, la stessa paura di non aver fatto abbastanza, di non essere all’altezza, di essere meno di altri, di non avere creatività meritevole di un complimento o di un sorriso o di un banalissimo Ciaooo. Ogni anno mi si stringe il cuore davanti a sorrisi amici, a volti conosciuti e nuovi, nello scoprire le stesse paure nell’animo degli altri, nel condividere un sogno e nel ritrovare lo stesso gomitoloso mondo. Ecco, solo per tutte queste ansie e queste paure, Magie tra fili e ricami merita d’essere rivissuta. Uno spaccato di mondo e di umano molto eterogeneo ti si srotola davanti agli occhi. E tu ne sei spettatore. Fantastico!

E da Nuvole e Gomitoli a Magie tra file e ricami, anche per quest’anno, è tutto.

Noi ci si vede e ci si vedrà qui, su quest’isola felice per i prossimi gomitolosi post e chiacchiere varie, magari con una spruzzatina di Mago Gatto Merlino. Un gomitoloso abbraccio a tutti, Benben ❤

Magie tra fili e ricami 2018

Ed eccomi qui… pronta (si fa per dire) per partecipare a una nuova edizione di Magie in Villa. La differenza? Il plurale. Non è più “magia”, ma “MAGIE”… In fondo, pensandoci, è anche giusto: ci sono e ci saranno tantissime magie a Villa Buri e tutte create da abili manine e artigiane sapientissime.

Sebbene non sia la prima volta per me, come ogni anno, nutro la sensazione d’essere l’ultima arrivata. Forse perché penso d’aver ancora tanto (ma proprio tanto) da imparare; forse perché quest’anno più degli altri, sono assai in arretrato con i miei lavori. Sono indietrissimo (segue faccina terrorizzata a mò dell’Urlo di Munch). Ho passato quattro giorni in montagna e cinque al mare. In entrambi i casi avevo con me la borsa lavoro e gomitoli ovunque. Ho lavorato in spiaggia, su un divano, su un balcone, su una panchina e chi più ne ha più ne metta.  E lui mi guardava con l’espressione di chi ti vorrebbe dire (ma non lo fa): <<Ma anche qui?>>

Proprio perchè sono messa come la coda del porco mi vedo costretta ad assentarmi momentaneamente da quest’isola felice. Se sarò brava, vi posterò qualcosina in settimana, altrimenti rinvierò tutto a dopo Villa Buri.

Un abbraccio gomitoloso e… stay tune!!! Benben ❤

Vi aspetto a Verona:

     22 – 23 settembre 2018 dalle 10 alle 19 a Villa Buri (VR)