Un pò di rose

A mia mamma piacciono le rose. I fiori tutti, certo, ma le rose sono sempre le rose e dove è possibile le ritrae.

E da questa passione “fai da te” per la pittura è nato un altro piccolo sasso/ciondolo che potete vedere meglio in copertina.

Sono rose del suo giardino. Hanno anche un nome (se non ricordo male francese). A me non è rimasto altro da fare se non provare a decorarlo nel modo più consono possibile, aggiungendo le immancabili perle di fiume (quattro per la precisione) e piccoli punti luce. Nella lunga strada di apprendimento di questa nuova tecnica (soutache), mi sono lanciata in piccoli riccioli, come petali appena nati di una rosa.

Ora questo ciondolo è da qualche parte “in quel della montagna” al collo di una signora e spero possa trasmettere amore e passione per la natura. Non nascondo che sono felice e orgogliosa di questi sassi dipinti da mamma e decorati, ma mi rendo conto che ho ancora tantissimo da imparare. Ovviamente non demordo e vado avanti, sempre… contro corrente.

Sperando vi piaccia, gomitolosamente vi saluto e vi rimando al prossimo post, Benben ❤

 

Un mistero buffo

La compagnia di un “bestiolino” peloso e molto coccoloso è difficile da descrivere. Ogni tanto ci provo qui, su quest’isola felice, e mi rendo conto di trascendere la normalità e di venir meno a quello che mi ero ripromessa anni or sono nell’ipotetico e – allora – irrealizzabile caso in cui avessi avuto un amico peloso in giro per casa: “Mai mi ridurrò come quelli che girano con le foto del proprio animale sul cellulare. Mai”.

Ma, il saggio insegna, mai dire mai.  Spesso e volentieri associo a questo adagio un altro, altrettanto vero: Solo gli stupidi non cambiano idea. 

E dopo tutto questo incipit eccomi nuovamente qui a parlare di lui, mago gatto Merlino.

L’altro giorno, in un momento di pausa dagli interminabili lavori, gli ho fatto vedere le bolle di sapone. Dopo uno scetticismo interminabile, il mio amico si affaccia sulla porta e mi domanda cosa sono (come se non glielo avessi detto prima).

Si chiamano bolle di sapone e si fanno soffiando dolcemente in questi cerchiolini. E poi volano via.

E’ strano

E’ bello. Penso non ci sia un’età per farle.

Ma mi toccano.

Sì può capitare. Ma non fanno male.

Scoppiettano. Questa mi ha fatto il solletico sull’orecchio.

Ti danno fastidio? 

Sono strane. Mai visto una cosa simile. Falle ancora.

Ho trascorse dieci minuti a fare piccole bolle. Lui le seguiva tutte. Le più irriducibili andavano oltre il balcone sotto il suo sguardo attento. Appena smettevo mi si avvicinava e puntava il barattolino. Gli ambrati occhi sgranati. “Perchè hai smesso?”

Ne facciamo ancora?

Sì.

Ma allora ti piacciono proprio. 

E’ un mistro buffo. Alcune sembrano essere colorate. Altre sono grandi e altre piccole piccole. Hanno colpito l’erba cipollina e altre mi solleticano le zampe. Si mangiano?

Direi di no.

Allora è proprio un mistero buffo.

Perchè?

Perchè le cose buone di solito le mangio o le lecco o le mordicchio.

Come le mani?

Penso di sì. Mi piacciono. Sono buone, soprattutto le tue. E le bolle sei sicura che non posso mangiarle?

Sicurissima.

Mi guarda perplesso. Allora facciamo che mi giuggiolo assieme a loro. Va bene così?

Per me puoi giuggiolarti quanto vuoi.

Allora sto qui. Ma tu falle. Sono tonde.

Come te.

Ecco, da quel giorno, quando a Merlino prende il matto, afferro l’arma segreta: il barattolino di bolle. Mi pasta agitarle un poco, quel tanto che basta per fargli sentire la pallina del tappo muoversi birichina. E allora assisto alla scena:  Merlino corre verso il balcone, si volta, mi aspetta impaziente e mi si siede accanto, muso in su, occhi sgranati ad aspettare e a osservare il mistero buffo. 

E con questo, in attesa delle novità gomitolose, vi auguro buona giornata… Benben ❤