Segnalibri colorati

Eccomi qui, in pieno clima festaiolo.

Il Natale è passato da due giorni. Non mi sono abbuffata. Merlino, il magico gatto, è sempre più un’inseparabile ombra e ogni giorno gioca con qualcosa di nuovo (ora è il turno della mia borsa o del riflesso della luce). Ho iniziato un progetto chiccoso e un altro piccolo per me; ho accontentato lui su una richiesta teddyniana ancora da confezionare; sto facendo i conti alla rovescia per andare a vedere dei gomitoli e perchè il corriere me ne porti altri (sì, perchè qui, per me Babbo Natale è il corriere. Poco importa che sia SDA o BARTOLINI o DHL o GLS o UPS… per me è Babbo Natale. Punto e basta). Sono giorni in cui ho accatastato risate e pensieri, coccole e abbracci in un angolo per poi tuffarmici a braccia aperte. E nel tuffarmi mi sono ricordata anche di progetti che si sono involati proprio in questi giorni per la Scozia. Sìsìsìsìsì… Scozia o Scotland o la terra di William Wallace o di Maria Stuarda o dei castelli o delle locations di Harry Potter o, ancora, delle pecore e del loro manto lanoso. Scegliete voi ciò che più vi aggrada. Ma qualsiasi sia la vostra scelta, ricordate che Nuvole e Gomitoli, nella sua sofficità, è arrivata pure là: in Scozia.

Ma per cosa? – vi domanderete.

Semplice – dico io. Per delle bomboniere: tanti segnalibri colorati. Con la complicità di gomitoli sfumati mi sono sbizzarrita con l’uncinetto e sono nati loro:

segnalibro-colorati

Cinquanta pezzi, ognuno diverso dall’altro (anche se alcuni sono nati dallo stesso gomitolo, mai sono o si presenteranno uguali). Una volta realizzato il motivo principale, ho perso lunghi minuti per cercare di capire come sviluppare una codina o qualcosa che fuoriuscisse da pagine profumate di carta. E così, pensa e ripensa, sono nate tante nappine colorate che ho amato pettinare e pettinare e pettinare ancora. Si passa dal blu all’azzurro, dal verde al rosa e dall’arancio al giallo. Qui di seguito vi lascio qualche immagine, sperando di riuscire a farvi cogliere il lavoro che si nasconde dietro ogni segnalibro:

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Ogni pezzo è stato amato e lavorato con estrema delicatezza e passione, sistemato e leggermente inamidato. Sono così soddisfatta di questo immenso lavoro che a fatica me ne sono separata. Ogni tanto sbirciavo nella scatola i pezzi ordinati e perfetti nella loro confezione. Guardandoli ho fatto giuggiolare gli occhi e ho sperato e spero che piacciano tanto (ma credo proprio di sì).

Sperando altresì di avervi dato uno spunto e che questa cascata di colori vi sia piaciuta, vi mando un matassoso abbraccio e vi rimando al prossimo gomitoloso post, Benben ❤

N.B. Per chi se lo domandasse o volesse provare a realizzarli, date una sbirciatina qui dove troverete uno schemino. Come sempre – ve lo dico eh – io ho cambiato qualcosina.

 

Alla finestra

Questa mattina, quando mi sono svegliata, avevo in testa il programma delle cose da fare (portare l’auto dal gommista, il solito “pulire casa”, finire un nuovo Teddy chiestomi da Federico, girare per gli ultimi pensierini). Scorrendolo mi ero accorta che la mia ombra pelosina (Merlino) – stranamente – non c’era. Non so perché, ma mi è venuto un coccolone. Ho subito pensato al peggio e, come Peter Pan, mi sono messa a cercare la mia ombra. Quando l’ho trovata, mi sono appoggiata alla porta ad osservarla.

alla-finestra

Stava alla finestra.

Ci siamo guardati per qualche istante. L’ho raggiunta e con lei mi sono messa a guardare fuori. Cosa di preciso non lo sappiamo. Al diavolo i programmi. Accoccolati sul pavimento, Merlino in braccio, abbiamo guardato fuori. E così, eccomi qui: con mille cose da fare e la voglia di scrivere.

Scrivere per ringraziare chi mi ha seguito su quest’isola felice, chi ha condiviso progetti nuvolosi e gomitolosi o anche solo nuvolosi (pensieri scarabocchiati e lasciati liberi); chi ha partecipato sin dall’inizio all’avventura del libro Un caso (potenzialmente) problematico (Il Rio Edizioni).

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Vorrei ringraziare chi mi ha scelto per bomboniere, Teddy o pensieri da regalare. Allo stesso tempo anche chi mi ha ospitato per presentare un libro a cui tanto tengo e spero faccia divertire. Grazie quindi all’Agriturismo La Rovere, La circoscrizione 3, al Comune di Curtatone e alla Libreria di Pellegrini. Grazie di cuore a chi mi ha letto e mi legge o aspetta che ricominci ad annodare nuovamente fili colorati. Grazie a chi mi chiede se ci sarà mai un seguito e quando uscirò con una nuova storia. Grazie anche ai detrattori, perché ci siete sempre.

Quest’anno è stato tosto. Difficile. Duro. Amaro. Luttuoso.

So che è Natale e certe valutazioni si devono fare agli sgoccioli dell’anno, ma cosa cambierebbe? Se mi guardo indietro vedo le salite che lui e io abbiamo affrontato fino ad oggi. Non so come abbiamo fatto ad affrontare tutto. Sinceramente non lo so. Però siamo in piedi. Ancora. E Merlino continua a guardare fuori, rapito da chissà cosa (o chi?). Ma, nello stesso tempo, è stato l’anno della Scozia, del mio approccio all’inglese (urrà) e delle amicizie nuove che si sono consolidate e scoperte. A mente fredda, posso dire che se da un lato la vita non ci ha risparmiato le carezze a suon di nerbate, levandoci l’impossibile e vestendoci a lutto, dall’altro ci ha dato tanto e ci ha profumato di famiglia, amici e affetto.

Non è facile, non lo sarà mai, ma al momento resistiamo. E, come sempre, mi vedo costretta ad andare contro corrente a testa alta, scarabocchiando su un quaderno storie inventate o esistite in qualche angolo di mondo, o paese, o anche solo intraviste. Il tutto tra scatole di gomitoli, un divano giallo e il gatto Merlino, la mia ombra ancora alla finestra.

Buon sereno e santo Natale a tutti voi, Benben ❤

Io e… Merlino

C’è chi cresce con gli animali. C’è chi non può stare senza amici a quattro zampe. C’è chi non potendo stare con animali fa del generoso volontariato. C’è chi ha paura di un cane (io) e c’è chi, pur essendo figlia di un veterinario o cugina di veterinari, non ha mai avuto un animale in casa o in giardino (sempre io).

Ma qualcosa è cambiato. Sì, qualcosa è cambiato e in questo qualcosa il destino ha calato l’asso. E che asso! Di fronte a una giocata, spiazzante pure per il super razionale Federico, facendolo impallidire, non ho potuto resistere. Ho chinato il capo e mi sono detta: “Accetto” (l’equivalente dell’ “Obbedisco!” di Garibaldi). Accetto la convivenza con un amico pelosino; accetto la responsabilità; accetto di pulire cacche e pipì nella lettiera; e da ultimo, ma non per questo meno importante, accetto che uno strano affetto possa appropriarsi di me per il mio nuovo amico (e viceversa naturalmente).

Il nome acquisito di pelosino è Merlino. Dopo la calata dell’asso e la verifica di un’anomala quanto straordinaria congiunzione astrale, non potevamo scegliere un nome diverso. L’incontro con lui, infatti, è avvenuto senza che ce ne accorgessimo; le nostre piccole vite si sono incrociate senza volerlo e senza sapere nulla l’uno dell’altra nel mese di ottobre e quel che è accaduto poi lo sappiamo solo io, Federico e Merlino il quale, con ogni probabilità, ci ha scelti fin dall’inizio.

A distanza di oltre due mesi eccolo qui, Merlino, a casa con noi.

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E’ arrivato in un periodo brutto e luttuoso. Ma è arrivato carico di espressioni buffe e con la curiosità di chi ha intenzione di impadronirsi di casa. E’ arrivato regalandoci sorrisi e risate, coccole infinite e un’iniziale agitazione, la mia: mai avevo preso in braccio un micio e mi chiedevo da che parte si iniziasse. E’ arrivato con le sue esigenze, preferenze e la casa era pronta per lui. Poi, come per magia, proprio Merlino ha reso tutto facile e semplice.

Mio papà, fin da subito, lo ha chiamato “l’inquilino”, mia mamma semplicemente “gatto” perché lei non ama i gatti. E’ convinta di dover affrontare la tigre di Mompracem. Eppure, prima ancora che Merlino varcasse la soglia di casa, gli ha cucito e preparato una cuccia con cuscini di velluto in una cesta grigio argento…roba che nemmeno gli Aristogatti…

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Merlino ha già i suoi posti preferiti: il letto (dalla mia parte), il divano (dalla mia parte), il tappetino del mio bagno, il tappetino della cucina, la scala (adora guardare tutti dall’alto) e il piccolo laboratorio di N&G. Qui, fin da subito, ha iniziato a girare tra le scatole chiuse ricolme di gomitoli o semplicemente a giuggiolarsi sotto il mio tavolo senza curarsi troppo dei lavori. E quando me lo trovo appollaiato sul mitico divano giallo (sempre dalla mia parte), mi ripeto, ancora una volta, come Merlino sia a tutto tondo un abitante dell’isola di Nuvole e Gomitoli.

Mi sono sempre ripromessa nella vita che mai avrei ceduto a un affetto per un pelosino. Bene sì, ma affetto, un affetto così no… Non volevo essere tra quelle persone che mostrano orgogliose le foto del proprio gatto… Ma ho ceduto. Ho ceduto e pure Federico non si capacita di questo legame che lega lui a me e viceversa. E qui, in questo spazio nuvoloso e gomitoloso, mi piacerebbe parlare di Merlino non per orgoglio, ma semplicemente perché Merlino è non solo Merlino, che con le sue magie sta rivoluzionando il nostro sentire, ma anche un nuovo componente di questa famiglia.

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Detto questo, dopo avervi mostrato Merlino su uno dei suoi gradini preferiti, apro ufficialmente un sondaggio: dedico una rubrica a Merlino sì o no?

In attesa delle vostre risposte, vi saluto, vi abbraccio e vi rimando al prossimo gomitoloso post, Benben ❤

Teddy Natale 2016

Teddy è un orsetto curioso, si sa. E lo sa soprattutto chi mi segue e chi lo ha adottato.

Ultimamente qui, sulla piccola isola di N&G, si respira aria elfica e natalizia. Tante idee da studiare, progetti da ultimare, desideri da realizzare, nonchè pensieri da scrivere. Da sola, alcune vole, mi pare di arrancare un poco, soprattuto quando guardo le mie due uniche e sole mani  e sento battere le lancette dell’orologio. Ma nonostante tutto, procedo, vado avanti e non mi fermo. E la testardaggine che mi contraddistingue non solo è data dai geni, ma anche da lui, il piccolo Teddy Natale con l’aria buffa e curiosa (a proposito: qui fissa l’obiettivo con il saper fare di un vero e proprio fotomodello plantigrade):

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E’ nato con l’unico desiderio di avere un poco di compagnia in giorni di pensieri e ansie. E poichè fuori cominciavano a spuntare le prime luce di natale, mi sono detta: <<Perchè no?>>

E così, armata di un filo brilluccicoso, mi sono sbizzarita con un maglioncino super natalizio, decorato a punto croce. Natalizia anche la sua immancabile sciarpetta: un cuoricino da una parte e un piccolo fiocco stilizzato dall’altro.

teddy-natale-particolare

Ma fuori c’era freddo e così, con della lana bianca e gioco di ferri, è nata anche una piccola cuffia con pon-pon rosso per tenergli testolina e orecchie al caldo:

teddy-natale-con-cuffia

Quando lui lo ha visto mi ha chiesto: <<E questo da dove nasce?>>. Avrei voluto rispondergli: Da questa testa matta che mi ritrovo ogni tanto attaccata al collo 🙂

Ora Teddy Natale osserva la gente da una vetrina carina carina qui nel piccolo paese. E’ così curioso che avrà mille cose da guardare e studiare. Mi chiedo chissà cosa gli passerà in quella sua testolina. Spero solo che non combini molto guai.

Ora vi lascio e vi rimando al prossimo gomitoloso post, un matassoso abbraccio, Benben ❤

P.S.: poichè su quest’isola, come ho detto fin dalla sua nascita, per me sono sacre e sante le parole condivisione e rispetto, ringrazio ancora una volta per gli spunti e il suggerimento una personcina magica che spero di conoscere presto: Ilaria Caliri

Unici

Villa Buri 2016 è passata e ancora ho piccole creazioni da mostrarvi.

Sì, perché presa da ordini, desideri e Villa Buri non sono riuscita a immortalare i pezzi nuovi. Per fortuna c’è Alessia che, con santissima pazienza, mi aiuta.

Bene, con la sua macchina fotografica ha immortalato questo modello di orecchini battezzato Unici:

orecchini-unici

Unici per la forma, come di un fiocco di neve; Unici per la perla di fiume che li sovrasta al centro; Unici per il filo argento (filato Dream e sul perché ho scelto questo e non DMC vi rimando a questo post) e Unici per i tanti (tanti tanti) cristalli di rocca che li impreziosiscono rendendoli davvero dei piccoli gioielli.

orecchini-unici-particolare

Li ho chiamati Unici perché non ho fatto altri pezzi (eccezion fatta per una versione in filo dorato). Sono preziosi come le ore di lavoro e di schizzi fatti di qua e di là; come la lunga scelta di perle simili in colore, forma e dimensione; come i metri di cotone usati per provare e riprovare fino a raggiungere il risultato voluto. Unici perché nati in una calda giornata d’estate mentre il pensiero andava a come fosse possibile stringere tra le mani un fiocco di neve.

Ammirati, desiderati a Villa Buri e da alcuni scambiati come creazioni fatte a uncinetto (MANOOOOO!)… quanto tempo ho impiegato per spiegare loro che si trattava di chiacchierino.

Però, con un piccola punta d’orgoglio, ammetto che l’ammirazione mi ha pagato della fatica e dell’impegno profuso. Yeeeee…

Un matassoso abbraccio e al prossimo gomitoloso post, Benben ❤

Credits  photo: Alessia – Questione di focale